LAVORO AGILE: IL 1° MAGGIO NON PUÒ DIVENTARE UNA PARODIA DEI DIRITTI
La nuova policy sul lavoro agile entra in vigore il 1° maggio, una data che rappresenta un momento fondamentale della storia del lavoro e dei diritti conquistati dalle lavoratrici e dai lavoratori. Una ricorrenza che dovrebbe ricordare sacrifici, lotte e conquiste che oggi sono patrimonio di tutti.
E invece, proprio in questa data simbolica, si rischia di assistere a un cambio di paradigma preoccupante: il lavoro agile viene progressivamente trasformato da diritto organizzativo a concessione discrezionale, con vincoli sempre più rigidi e margini sempre più ridotti per il personale.
In questo contesto, parlare del 1° Maggio come “Festa dei Lavoratori” rischia di diventare una celebrazione lontana dalla realtà quotidiana. Non c’è nulla da festeggiare quando i diritti si restringono, quando la flessibilità viene compressa e quando il lavoro torna ad essere rigidità invece che evoluzione.
Siamo di fronte a una deriva culturale prima ancora che organizzativa: si chiede più produttività, più disponibilità e più presenza, ma si concede sempre meno in termini di diritti, strumenti e riconoscimento. Il rischio concreto è quello di riportare il lavoro pubblico a una visione che pensavamo superata.
Viene quasi da ricordare, con amara ironia, certe immagini del cinema italiano: come nei film di Alberto Sordi, dove il rapporto tra lavoratore e sistema appare spesso grottesco e sbilanciato. Oggi sembra riaffiorare, in modo diverso ma non meno evidente, un messaggio implicito: quello di un “lavoratore tiè”, sempre chiamato a dare, ma sempre meno ascoltato.
Come organizzazione sindacale diciamo con chiarezza che tutto questo non è accettabile. Lo smart working deve restare uno strumento strutturale, regolato, garantito e non revocabile a discrezione. Non può essere ridotto a concessione.
Il 1° Maggio deve tornare ad essere ciò che rappresenta nella sua essenza: una giornata di diritti, non una retorica vuota.
Chiediamo quindi all’Amministrazione l’apertura immediata di un confronto serio sulle regole del lavoro agile, per restituire dignità, equilibrio e modernità al lavoro pubblico.
Senza diritti non c’è festa. C’è solo realtà.
Roma, 16 aprile 2026
Il Coordinamento
IN ALLEGATO TABELLA COMPARATIVA DELLE POLICY












