FORMAZIONE - LA UIL FP DA' UNA RISPOSTA CONCRETA ALLA DIRETTIVA ZANGRILLO

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Al via il Congresso Nazionale della UIL FP: tre giorni per costruire il futuro del lavoro pubblico
Da oggi prendono il via tre importanti giornate di confronto, partecipazione e democrazia sindacale con il Congresso Nazionale della UIL FP.
Il Congresso rappresenta uno dei momenti più alti della vita della nostra Organizzazione: un’occasione preziosa per discutere idee, confrontare esperienze provenienti da tutto il Paese e definire le strategie che guideranno l’azione sindacale nei prossimi anni.
In un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni del lavoro pubblico, dei servizi ai cittadini e delle condizioni lavorative, è fondamentale essere presenti, partecipare e contribuire attivamente alla costruzione di un sindacato sempre più forte, autorevole e vicino alle persone.
Per questo motivo, nei prossimi tre giorni saremo impegnati nei lavori congressuali. Ci scusiamo sin da ora per una presenza meno costante nella nostra stanzetta sindacale. Desideriamo però rassicurare tutti i lavoratori che il presidio sindacale sarà comunque garantito e che continueremo ad assicurare ascolto, assistenza e tutela a chi ne avrà necessità.
Il Congresso è un momento di crescita collettiva che ci consente di tornare nei luoghi di lavoro con nuove idee, maggiore consapevolezza e ancora più determinazione nel rappresentare i diritti e le esigenze dei lavoratori.
Ci prendiamo tre giorni per costruire il domani. Da lunedì torneremo tra voi ancora più motivati, più preparati e più forti di prima, perché la tutela dei lavoratori non si ferma mai. 💙
UIL FP
Sempre dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene necessario richiamare l’attenzione di codesta Amministrazione su una questione di particolare rilievo concernente il corretto trattamento economico del personale durante i periodi di ferie, alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali consolidatisi in materia.
In particolare, si richiama quanto statuito dalla Corte d’Appello di Torino n. 87/2026 e dalla Corte d’Appello di Roma n. 2737/2026, pronunce che, in continuità con gli indirizzi espressi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla Corte di Cassazione, hanno ribadito il principio secondo cui la retribuzione feriale debba comprendere tutte le componenti economiche aventi carattere continuativo, stabile e funzionalmente collegate alla prestazione lavorativa ordinaria.
Tale orientamento trova fondamento nei principi sanciti dall’art. 36 della Costituzione, dall’art. 7 della Direttiva 2003/88/CE, nonché nell’interpretazione costante della giurisprudenza europea, secondo cui il diritto alle ferie annuali retribuite deve essere garantito in modo pieno ed effettivo, evitando che il lavoratore subisca una diminuzione economica tale da disincentivare la fruizione del periodo di riposo.
Come noto, infatti, “ubi ius, ibi remedium” — dove vi è un diritto, deve esservi una concreta tutela.
Alla luce di quanto sopra, appare opportuno verificare se anche nell’ambito del personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze sussistano eventuali fattispecie nelle quali determinate voci accessorie non vengano ricomprese nel trattamento economico riconosciuto durante i periodi di ferie, con particolare riferimento a:
Pertanto, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede a codesta Amministrazione di:
La presente viene altresì formulata nell’ottica di prevenire possibili contenziosi giudiziari, garantire condizioni di uniformità di trattamento, nonché assicurare il pieno rispetto dei diritti economici del personale dipendente.
In attesa di cortese riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 26 maggio 2026
Il Coordinatore Nazionale
Andrea G. Bordini
In data odierna si è svolto l’incontro relativo all’Ipotesi di Accordo di Interpretazione Autentica dell’Accordo Integrativo Nazionale del 1° aprile 2026, riguardante i criteri di erogazione delle risorse di cui alla lettera d), comma 3, dell’articolo 4 della legge 31 agosto 2022, n. 130, per le annualità 2023 e 2024.
L’interpretazione autentica, con particolare riferimento al limite del 20% previsto per il CUT 2023 e 2024, mira a consentire una parametrazione più aderente al concetto di presenza, non più inteso esclusivamente in termini giornalieri. Tale impostazione supera il concetto rigido di assiduità partecipativa che esclude automaticamente alcune casistiche di assenza. Ne consegue una semplificazione delle modalità di calcolo, che richiederà tuttavia un riproporzionamento delle quote afferenti al suddetto 20%.
Resta inteso che l’intero impianto sarà sottoposto alle necessarie verifiche, ai controlli e alla certificazione da parte degli Organi competenti.
Alla luce delle indicazioni emerse e considerato che l’interpretazione incide esclusivamente sul 20% delle quote del CUT, è stata avanzata la richiesta di procedere quanto prima all’erogazione dell’80% delle somme, auspicando che il relativo pagamento possa avvenire già entro il mese di luglio 2026.
Nel corso dell’incontro abbiamo inoltre richiesto aggiornamenti sui seguenti temi di interesse da parte del personale:
Coworking, è stato riferito che la fase di monitoraggio delle sedi interessate è stata ultimata e che, già a partire dai primi giorni di giugno, sarà possibile presentare le relative richieste attraverso modalità telematiche.
Abbiamo inoltre sollecitato un aggiornamento sulla revisione delle percentuali relative al rimborso delle spese di trasporto, evidenziando l’esigenza di un adeguamento più coerente con l’attuale contesto economico.
Da ultimo, è stata rappresentata la necessità di valutare l’emanazione dello specifico bando relativo alla stabilizzazione del personale, necessario al fine di garantire continuità operativa e valorizzazione delle professionalità presenti al MEF.
La UILFP MEF continuerà a monitorare con attenzione l’evoluzione dei temi trattati, garantendo la massima trasparenza e informazione al personale. Seguiranno ulteriori aggiornamenti non appena l’Amministrazione fornirà nuovi elementi.
Roma, 26 maggio 2026
Il Coordinamento
Sono anni che ripetiamo sempre la stessa cosa: se non si trova una soluzione concreta, a fronte dell’invarianza delle risorse complessive, dell’aumento del personale e dell’incremento delle indennità, i lavoratori percepiranno inevitabilmente sempre meno.
Lo avevamo già segnalati in tempi non sospetti che si sono concretizzati con l’ultimo FRD è che si ripeterà anche per il 2025 sul CUT, dove giustamente aumenta la platea dei beneficiari, ma non aumentano in modo proporzionato le risorse disponibili.
Nel frattempo, il costo della vita continua a crescere.
Si fatica sempre di più ad arrivare a fine mese
Occorre affrontare il problema adesso, non quando sarà troppo tardi.
Servono soluzioni strutturali e noi, come sempre, ci siamo.
Allo stesso modo è necessario garantire serenità ai lavoratori nello svolgimento delle proprie attività.
Non è accettabile operare quotidianamente con sistemi che, ad essere generosi, funzionano a singhiozzo — come NOIPA e SIGIT — per poi scaricare sui dipendenti la responsabilità del mancato raggiungimento degli obiettivi.
Ribadiamo con forza la necessità di aprire tavoli di confronto veri, finalizzati a migliorare il benessere lavorativo, dare stabilità e serenità al personale e smettere di complicare e intossicare l’ambiente di lavoro con minore flessibilità e continui irrigidimenti organizzativi.
Non possiamo aspettare che i lavoratori perdano ulteriore potere d’acquisto.
Agire dopo significa arrivare troppo tardi.
Roma, 26 maggio 2026
Il Coordinamento
Quando si parla di lavoro a distanza al MEF, più che “a distanza” sembriamo sempre più distanti dal vero concetto di flessibilità lavorativa e di moderna organizzazione del lavoro.
E lo diciamo anche a chi ha firmato un accordo definendolo soddisfacente, accettando senza particolari obiezioni una policy proposta dall’Amministrazione che continua a presentare evidenti criticità.
SMART WORKING
* Nonostante siano previste nuove tipologie con un maggior numero di giornate, nella sostanza vengono riproposte le stesse rigidità delle precedenti policy;
* Si verbalizza la volontà di non sottoscrivere accordi territoriali migliorativi con le OO.SS., poiché comunque prevalrebbe la policy nazionale;
* Rimane l’impossibilità di usufruire dello smart working nelle giornate di lunedì e venerdì;
* Le eventuali giornate di coworking finiscono per ridurre quelle di smart working e viceversa;
* È vietata la programmazione dello smart working nelle giornate di blocco NOIPA, come se le attività offline o altri servizi non possano essere svolti regolarmente da remoto;
* Chi ha giornate fisse perde di fatto il beneficio quando queste coincidono con festività, senza possibilità di recupero;
* Alcuni lavoratori sono costretti a modificare il proprio profilo orario passando al 7:12 per evitare il vincolo del “50% dei rientri in presenza”;
* Viene introdotto un giorno obbligatorio settimanale di presenza per tutti, salvo poi svolgere riunioni tramite PC anche dalla stessa sede, spesso senza spazi adeguati;
* A chi usufruisce di malattia, ferie o 104 nel giorno previsto di recupero dello smart working con rientro viene chiesto di recuperarlo in altra giornata, spostando di fatto il rientro in presenza;
* Alcuni dirigenti stanno già anticipando che eventuali giornate aggiuntive non verranno comunque concesse per esigenze organizzative.
Indicazioni che, così come stanno circolando tra i dirigenti, appaiono lontanissime da un vero modello strutturale di lavoro agile e da una reale conciliazione tra vita lavorativa e familiare.
COWORKING
Imbarazzante anche l’attesa del nuovo bando con le nuove disponibilità.
Il monitoraggio che avrebbe dovuto essere effettuato già da tempo a che punto è?
Considerati i tempi necessari per bando, graduatorie e assegnazioni, il rischio concreto è che tutto resti fermo ancora a lungo.
Ribadiamo all’Amministrazione che i lavoratori meritano rispetto.
E lo diciamo a gran voce anche a chi, su una parola così importante, ha pensato bene di scherzare.
Ai lavoratori lasciamo le dovute considerazioni.
Agli altri, il megafono dell’Amministrazione.
Altro che buon accordo.
Più che soddisfazione, resta l’amarezza.
Ecco come viene svilito il lavoro a distanza al MEF.
E attenzione: non generalizziamo.
Ed è forse ancora peggio così.
Perché significa che bisogna essere “fortunati” nel trovare il dirigente disponibile e ragionevole, con inevitabili disparità di trattamento tra lavoratori, nonostante le FAQ.
FAQ che, ricordiamolo, sono state fortemente volute dalla UIL e che hanno contribuito almeno in parte a superare rigidità interpretative presenti in alcuni uffici.
Si può e si deve fare di più. E meglio.
Noi restiamo disponibili al confronto e a presentare ulteriori proposte migliorative.
Perché il lavoro agile non può trasformarsi nell’ennesimo sistema rigido e discrezionale.
Deve essere uno strumento vero di innovazione organizzativa e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Roma, 25 maggio 2026
Il Coordinamento
Quando si supera il limite dell’immaginazione, poi si è costretti a rispondere. E allora lo ricordiamo volentieri allo “scrivano fiorentino”: le parole non scorrono leggere come l’Arno. Pesano.
Soprattutto quando si parla di tutela dei lavoratori, perché gli impegni presi con i colleghi non si abbandonano lungo la strada.
Sulla riforma della Giustizia Tributaria abbiamo partecipato a un’assemblea unitaria, richiesta dai lavoratori e riguardante diverse sedi dell’Emilia‑Romagna. In quella sede era stato assunto un impegno chiaro: agire insieme.
Dopo numerosi tentativi di costruire una posizione condivisa, però, abbiamo ricevuto soltanto un “due di picche”. Qualcuno ha preferito sfilarsi, lasciando il campo. E i fatti parlano più delle parole: su questa vicenda – come su molte altre – le risposte concrete ai colleghi le abbiamo date solo noi. Basta leggere i comunicati.
C’è chi preferisce fare passerella con politica e amministrazione, promettendo per il futuro nei convegni. Noi preferiamo essere presenti oggi, concretamente, con e per i lavoratori.
Ogni lavoratore, di ogni dipartimento, merita la stessa attenzione e la stessa considerazione. Quando questo principio viene meno, le parole diventano vuote e le aspettative vengono tradite.
Lo sappiamo: fare sindacato è faticoso. Non porta vantaggi personali, non offre comodità. È una missione. Ed è molto diverso dall’essere sempre e comunque a disposizione dei “padroni”.
Roma,22 maggio 2026
Il Coordinamento
Qualcuno si scandalizza perché certi comunicati sembrerebbero scritti con l’AI.
Ma il vero problema non è certo quello… è che i lavoratori aspettano ancora i pagamenti del CUT del 2023 e del 2024, mentre c’è chi continua a fare da portavoce all’amministrazione raccontando che “va tutto bene!!!”. La voce del padrone!
La scusa dell’AI serve solo a qualcuno per buttarla in caciara …
Di certo non si cancellano i ritardi accumulati nei pagamenti o i malfunzionamenti registrati su NOIPA o su SIGIT.
Di certo alcuni non si capacitano del perché il personale continui con insistenza a lamentarsi degli accordi da qualcuno firmati (tra cui, in primis, emerge quello del lavoro agile)… ma non erano così buoni o addirittura straordinari? Maddai?!?
Comunque nulla potrà mai modificare cambiare la realtà dei fatti!
Chi ha scelto di essere il sindacato del padrone resterà sempre il sindacato del padrone.
Perché servire il governo invece dei lavoratori non è un errore di scrittura.
È una scelta politica.
Alla RTS di Roma non si sono nemmeno presentati ad ascoltare il personale in assemblea (tra l’altro unitaria… ma solo loro assenti) che non aveva percepito le sacrosante risorse accessorie.
Però sui comunicati sono imbattibili: autocelebrazioni, pacche sulle spalle e firme apposte ovunque.
Su una cosa bisogna riconoscergli coerenza:
Firmano tutto. Sempre. Inde…fessamente!
Da ultimo ricordiamo loro di stare tranquilli.
Per i loro comunicati basta il solo copia-incolla: “abbiamo firmato”, “va tutto bene”, “un buon accordo”.
Tanto per essere chiari, riportare la voce e le esigenze dei lavoratori e chiedere per loro rispetto, anche tutti i giorni, non è lamentarsi, ma significa fare sindacato ma possiamo comprendere che per alcuni è una parola sconosciuta.
Non è colpa nostra se noi, con i lavoratori, vogliamo essere protagonisti per difendere i nostri diritti …mentre altri sono solo delle comparse che recitano il copione dettato da qualcun altro…
La solita voce del padrone!
Il Coordinamento