In relazione ad alcune recenti dichiarazioni di alcune OO.SS., riteniamo necessario intervenire per ristabilire un minimo di verità e di rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Chi scrive certe affermazioni dimostra evidentemente di non vivere la realtà operativa, di non essere a contatto diretto con i problemi concreti e di non conoscere davvero le condizioni in cui si lavora quotidianamente.
Anzi, arrivano perfino a sostenere di aver sottoscritto un “buon accordo”.
Precisiamo che non abbiamo partecipato ai tavoli da loro richiamati e non abbiamo sottoscritto alcun accordo sul lavoro agile. Tuttavia, quando si tenta di alimentare confusione o di “mescolare nel torbido”, è doveroso intervenire.
Nei mesi passati, a partire già da gennaio, si sono verificate situazioni complesse ed eventi eccezionali. Prima di esprimere giudizi sarebbe opportuno conoscere nel dettaglio come i dirigenti delle sedi coinvolte abbiano affrontato tali criticità e quale impegno sia stato realmente messo in campo nei territori. Su questo, chi oggi parla dovrebbe quantomeno interrogarsi.
Essere vicini all’Amministrazione non significa automaticamente rappresentare i lavoratori. Il ruolo sindacale è un altro: tutelare, contrattare e, quando necessario, anche criticare.
Un accordo, così come da loro stessi dichiarato, non dovrebbe generare le fibrillazioni che invece si sono puntualmente verificate. Al contrario, mentre noi avanzavamo proposte concrete di miglioramento — come sulle FAQ e sulla gestione applicativa — altri hanno preferito un atteggiamento attendista, se non addirittura di totale inattività.
La loro migliore sintesi è la seguente: quando qualcuno chiede di più, gli viene risposto che “non è contrattazione”. Ma poi si rivendica con orgoglio un risultato del tipo “23 chiesti e 6 ottenuti”.
Quindi, a quanto pare, per alcuni vale tutto: loro possono chiedere, gli altri no. Viene in mente il “Marchese del Grillo”: “Io so’ io e voi non siete…”. Una visione che dice molto della considerazione riservata al personale.
Viene spontaneo riflettere su come si possa limitare chi prova a chiedere di più proprio da chi dovrebbe stare dalla parte dei lavoratori e non da quella dell’Amministrazione. Questo, da solo, è estremamente significativo.
Essere vicini ai lavoratori non significa essere proni all’Amministrazione. Il sindacato deve rappresentare i lavoratori, non chi dirige.
Su questo principio non faremo mai un passo indietro.
Roma, 13 aprile 2026
Il Coordinamento
