Oggi si è tenuta la riunione sul PIAO 2026/2028 e sulle questioni varie ed eventuali
PIAO 2026/2028:
Ciò che è stato presentato rischia di apparire come un semplice esercizio numerico di programmazione: infatti il piano assunzionale lascia l’organico sotto pressione, senza affrontare i reali problemi di carenze strutturali.
Per questo occorrerebbe l’immediato assorbimento delle graduatorie degli idonei, che hanno espresso preferenza all’amministrazione, sia per coprire chi non aveva preso servizio negli scorsi scorrimenti sia per soddisfare il fabbisogno del 2026 in modo concreto. Il nuovo concorso appena bandito non potrà offrire una soluzione tempestiva: le necessità sono attuali e non possiamo più attendere. Servono scelte operative immediate, non dichiarazioni di principio. Occorre essere attrattivi e flessibili nei confronti del personale premiare i loro percorsi professionali con adeguate progressioni economiche orizzontali, verticali e anche eliminando le farraginosità del processo dei trasferimenti del personale.
Parallelamente, se davvero si vuole costruire una Pubblica Amministrazione attrattiva, stabile e capace di trattenere professionalità qualificate, occorre adottare misure chiare:
- favorire la permanenza del personale attraverso maggiore flessibilità organizzativa;
- valorizzare i percorsi professionali riconoscendo progressioni economiche adeguate, sia orizzontali che verticali;
- rimuovere le inutili complessità che ancora bloccano il processo di trasferimento del personale, rendendolo più rapido, trasparente ed efficiente.
È il momento di abbandonare le promesse programmatiche e passare ai fatti.
Formazione:
Non possiamo non rilevare la carenza di un piano formativo strutturato.
Manca un’analisi attendibile dei deficit formativi del personale, così come sembra mancare un chiaro collegamento tra le mission istituzionali del Dicastero e i corsi programmati o già erogati.
In queste condizioni, la formazione rischia di trasformarsi in un esercizio puramente formale, privo di utilità operativa e incapace di incidere sulle reali esigenze del servizio.
Per essere realmente efficace, la formazione deve essere mirata, coerente e soprattutto costruita sulla base dei fabbisogni concreti delle strutture in base alla mission del Ministero.
Per programmare una formazione realmente fondata sui bisogni e non su mere formalità, sarebbe indispensabile verificare i numeri dei partecipanti ai diversi corsi, analizzando le annualità 2025 e 2026, al fine di comprendere: come i corsi siano stati finora somministrati; a quali categorie di personale si siano rivolti; quali percorsi formativi debbano essere attivati o corretti per rafforzare i processi di reskilling e upskilling.
Per testare la formazione programmata sarebbe utile introdurre una somministrazione trimestrale di questionari online rivolti al personale, con l’obiettivo di rilevare il livello di soddisfazione e l’effettiva utilità dei corsi erogati. Tuttavia, questa valutazione appare del tutto superflua nel caso della piattaforma Syllabus, visto il livello dei corsi proposti e la loro scarsa aderenza alle competenze realmente necessarie.
Lo stesso può dirsi per i corsi SNA, la cui utilità risulta limitata dalla bassissima percentuale di ammissione del personale.
Occorre prendere atto delle storture e criticità che ancora caratterizzano il sistema formativo interno. Alcuni corsi risultano tuttora riservati esclusivamente a pochi Dipartimenti, mentre, quando vengono aperti anche ad altre strutture, al personale partecipante non viene rilasciato alcun attestato di frequenza. Una disparità organizzativa e professionale del tutto inaccettabile.
È necessario superare definitivamente la logica del “dipartimento” inteso come compartimento separato, adottando invece criteri uniformi e trasparenti. Serve definire standard formativi chiari, condivisi e validi a livello interdipartimentale.
Solo attraverso una analisi puntuale dei dati e dei reali fabbisogni sarà possibile costruire un’offerta formativa efficace e funzionale alle esigenze dell’Amministrazione e dei lavoratori.
Siamo pronti a far pervenire all’amministrazione i nostri contributi propositivi per superare le criticità, tenendo conto delle tante lamentele rappresentate dal personale e cogliamo l’occasione per rappresentare altre questioni:
Lavoro agile & FAQ:
Per avviare correttamente le contrattazioni e il confronto sul lavoro agile, le FAQ devono essere pubblicate immediatamente, garantendo trasparenza e regole chiare per tutti.
Legge 104, comma 3:
Ribadiamo con forza che i diritti previsti dalla legge devono essere rispettati: trasferimenti negati. La Direzione del personale continua a ignorare le richieste legittime. Basta inerzia.
Buoni pasto
Cinque mesi di ritardo sono veramente troppi!
Altre amministrazioni hanno già provveduto per tempo. Qui invece si registrano errori perfino sull’ufficio di consegna, nonostante il trasferimento sia avvenuto due anni fa.
Ad alcuni viene applicata una procedura che prevede l’invio del codice tessera per il caricamento tramite applicazione.
Ad altri invece no, se il lotto regionale non è completato, anche chi possiede già la tessera non riceve il caricamento dei buoni pasto.
Non arretreremo di un millimetro. Chiediamo risposte concrete, il pieno rispetto dei diritti e un confronto serio sulla formazione, sul personale e sulle numerose criticità ancora irrisolte. Il personale merita rispetto, il riconoscimento del proprio percorso professionale e formativo, e strumenti realmente efficaci per svolgere il proprio lavoro, superando le farraginosità dei processi, in particolare quello dei trasferimenti.
Senza interventi concreti, ogni documento programmatico rischia di ridursi a una mera rappresentazione di numeri, priva di sostanza e incapace di produrre effetti reali.
È il momento di passare dalle parole ai fatti.
Roma, 12 marzo 2026
Il Coordinamento