Finalmente arrivano le FAQ sul lavoro agile (in allegato).
Dovevano chiarire la “BONTÀ” dell’accordo firmato con alcune OO.SS. (CISL-UNSA-INTESA) e la determina del Capo Dipartimento, dopo un confronto, con le stesse, che – a detta loro – avrebbe “MIGLIORATO” la policy precedente.
Le 59 FAQ, a nostro avviso, certificano invece un arretramento evidente rispetto al passato, nonostante qualcuno abbia persino organizzato assemblee per difendere questo accordo.
Bastano pochi esempi per capire la direzione presa:
- FAQ 5 → i neoassunti in prova esclusi dal lavoro agile: una rigidità che diventa regola, senza alcuna apertura.
- FAQ 8 → meno di 6 giornate concedibili per esigenze organizzative: prima serviva una motivazione adeguata, oggi basta una scelta unilaterale.
- FAQ 29 → richiesta di documentazione medica dettagliata al dirigente: una forzatura grave sul piano della privacy.
- FAQ 32 → festività non recuperabili: programmazione rigida e imposta, senza margini per il lavoratore.
- FAQ 38-39 → gestione delle giornate tra presenza, ferie e smart working che diventa un rompicapo: se su 20 giornate lavorative 10 sono ferie e ho diritto a 10 giorni di smart working, quanti ne posso realmente utilizzare, soprattutto con i 5 rientri settimanali?
- FAQ 40 → totale confusione sui rientri pomeridiani: tra ferie, malattia e legge 104 non è chiaro se e come vadano recuperati o spostati. (Se gli ultimi 4 giorni è previsto un solo rientro obbligatorio)
- FAQ 42 → certifica che il lavoro agile non viene nemmeno considerato piena prestazione lavorativa: un messaggio inaccettabile, che delegittima i lavoratori.
Delle numerose proposte migliorative avanzate dalla UIL, ne sono state recepite solo alcune (41, 46 e 56): un segnale minimo, del tutto insufficiente per parlare di un accordo soddisfacente.
Come si può definire migliorativa una policy di questo tipo?
A nostro avviso sono evidenti i vincoli della nuova policy: più difficoltà a usufruire delle giornate, meno flessibilità, maggiore discrezionalità e meno diritti.
Noi lasciamo il giudizio ai lavoratori.
Dal canto nostro Non possiamo accettare che il lavoro agile diventi uno strumento di compressione e controllo, invece che un modello organizzativo moderno fondato su responsabilità e risultati.
Chiediamo l’immediata apertura di un tavolo di confronto per ampliare e migliorare le FAQ, ridurre ogni margine di interpretazione arbitraria e restituire dignità al lavoro agile.
I lavoratori pubblici sono servitori dello Stato e garantiscono servizi essenziali ai cittadini.
Lo Stato non può essere il peggior datore di lavoro.
Ora servono fatti. Subito.
Roma, 15 aprile 2026
Il Coordinamento
