IN PRIMO PIANO NEWS DALLA UILPA-MEF...

In allegato si trasmettono le bozze dei bandi relativi agli Schemi per le progressioni economiche all’interno delle Aree 2025, prossimi alla pubblicazione.
Si segnala una modifica fondamentale rispetto al bando 2024: chi ha sottoscritto il contratto di assunzione presso il MEF nel 2023, pur vantando anzianità di servizio pregressa in altre Amministrazioni, non potrà partecipare alle PEO.
Non condividiamo questa scelta, che risulta essere stata adottata congiuntamente dalle amministrazioni e dalle OO.SS. firmatarie presenti al tavolo dí confronto.
Il Coordinamento
Questa O.S. leggendo alcuni articoli di giornale sulla RGS ha espresso alcune perplessità che però purtroppo i fatti e le voci di corridoio confermano. Le certificazioni relative al personale: fondi, orario, lavoro agile, Prelex varie indennità subiscono forti ritardi.
Oggi sembrerebbe che l’ex CUT non risulta ancora certificato dalla Ragioneria Generale dello Stato, con un ritardo che si ripercuote direttamente sulla possibilità di procedere immediatamente alla distribuzione delle risorse economiche spettanti ai lavoratori. Stigmatiziamo i giornali perché la situazione non può essere banalizzata né ricondotta a una mera “questione di punteggiatura” o di stile amministrativo.
I ritardi nella certificazione degli atti non sono un dettaglio, soprattutto se riguardano il personale:
Non è possibile che si è costretti, di fatto, a continui solleciti verso la RGS per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito in via ordinaria e tempestiva.
L’assenza di informazioni certe alimenta sfiducia tra il personale.
Come O.S. riteniamo che:
Per queste ragioni chiediamo all’Amministrazione un riscontro formale, completo e documentato sullo stato della certificazione sui vari fondi ed indennità spettanti al personale e sulle cause dei ritardi.
“Qui non possiamo fermarci alla forma del dolce stil novo: ai lavoratori non servono versi in endecasillabi, ma la sostanza dei pagamenti. E quella, purtroppo, continua a non arrivare.”
Roma, 26 febbraio 2026
Il Coordinamento
Spett.li
questa Organizzazione Sindacale ha già avuto occasione di sottolineare la necessità di ripristinare un clima sereno presso la Ragioneria territoriale dello Stato di Messina, circostanza che, allo stato, non risulta essersi realizzata.
Le evidenze raccolte confermano purtroppo quanto già segnalato: persistono comportamenti e prassi che determinano un clima di intimidazione e stress cui viene esposta una parte del personale, con possibili connotazioni discriminatorie.
Si richiamano, in particolare, le ultime valutazioni attribuite con punteggi penalizzanti nei confronti di alcuni dipendenti che hanno esercitato legittimamente le proprie prerogative, con riferimento ai parametri di “accuratezza e affidabilità”, “adattamento e flessibilità”, incoerenti con lo standard lavorativo da sempre mantenuto dalle funzionarie interessate, valutazioni attribuite senza alcun preavviso o colloquio preliminare, in violazione della disciplina sulla valutazione della performance.
Ci si chiede se le motivazioni sottese siano connesse a scelte personali quali l’attenzione alla famiglia o la rinuncia allo svolgimento di lavoro straordinario, nel pieno rispetto dei diritti contrattualmente riconosciuti, o all’aver rappresentato più volte alla direzione le gravi criticità del servizio.
Le colleghe, nel respingere i giudizi oggetto di contestazione, hanno formalmente richiesto che venissero esplicitate in modo puntuale e documentato le motivazioni sottese alle valutazioni espresse. Ad oggi non risultano agli atti contestazioni formali né evidenze di mancato raggiungimento degli obiettivi.
Si segnala inoltre un clima di forte pressione interna, in cui taluni colleghi, pur avendo, precedentemente, dichiarato per iscritto di condividere le ragioni delle interessate, successivamente hanno assunto posizioni difformi in via informale, verosimilmente per timore di possibili ripercussioni. Particolarmente grave appare la frase rivolta alle colleghe secondo cui, con il loro atteggiamento, si sarebbero “bruciate la carriera”. Un’affermazione di tale tenore, pronunciata a fronte dell’aver rappresentato delle criticità organizzative che si ripercuotevano negativamente sull’efficienza dell’attività amministrativa, che hanno poi portato alla inevitabile richiesta di cambio di servizio e al necessario ricorso alla tutela sindacale, si configura come un messaggio intimidatorio incompatibile con i principi di imparzialità, correttezza e buon andamento dell’azione amministrativa.
Non possono essere altresì trascurati episodi di attacchi ingiustificati e offensivi rivolti ad un assistente da parte di una funzionaria che si autodefinisce "il Capo", definizione mai smentita dalla dirigente, senza che risultino adottati provvedimenti conseguenti.
Si evidenzia, infine, che un silenzio e un mancato intervento dei vertici in indirizzo rischierebbero di alimentare ulteriori tensioni e conflitti, aggravando un contesto già fortemente compromesso. L’assenza di un tempestivo confronto e di misure correttive può determinare una responsabilità diretta per il perdurare di tali condizioni organizzative.
È pertanto necessario che i vertici dell’Amministrazione prendano formale e chiara distanza dai comportamenti sopra descritti e adottino ogni iniziativa utile a ristabilire un clima di serenità, trasparenza e rispetto all’interno dell’ufficio, ribadendo che il rispetto reciproco, la tutela della dignità del personale e la libertà di esercizio dei diritti sindacali costituiscono principi imprescindibili dell’ordinamento.
In attesa di un cortese e sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma 25 febbraio 2026
Il Coordinatore Generale Il Coordinatore Sostituto Il Vice-Coordinatore Il Responsabile Nazionale
Andrea G. Bordini Nicola Privitera Pantalea Anzalone Giuseppe Ruscio
No all’obbligo di utilizzo di SPID o CIE personali per l’accesso ai sistemi di lavoro – Necessaria la dotazione di credenziali istituzionali (CNS)
Il Sindacato esprime ferma contrarietà rispetto alla comunicazione con cui l’Amministrazione ha disposto che, a decorrere dal 9 marzo 2026, l’accesso alla intranet e ai sistemi interni sarà consentito esclusivamente tramite SPID, CIE o CNS.
Tale decisione, nei fatti, impone ai dipendenti l’utilizzo dello SPID personale o della Carta d'Identità Elettronica (CIE) per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Si ribadisce che sia lo SPID sia la CIE sono strumenti di identità digitale personale del cittadino. Non nascono come credenziali professionali né come strumenti di autenticazione rilasciati dal datore di lavoro per l’esercizio delle funzioni pubbliche.
L’imposizione del loro utilizzo per finalità lavorative comporta gravi criticità:
Confusione tra sfera personale e sfera professionale, con indebita commistione tra identità privata e ruolo istituzionale;
Problemi di responsabilità amministrativa e disciplinare, poiché le attività d’ufficio devono essere svolte tramite credenziali istituzionali che identifichino il dipendente nella sua funzione;
Possibili violazioni in materia di protezione dei dati personali, alla luce dei principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impongono proporzionalità, minimizzazione e corretta attribuzione delle responsabilità;
Trasferimento improprio di oneri sul lavoratore, in quanto è l’Amministrazione a dover fornire strumenti adeguati per l’espletamento della prestazione lavorativa.
Si evidenzia che l’eventuale previsione della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) quale modalità di accesso può essere legittima solo qualora l’Amministrazione provveda a fornirla direttamente a tutto il personale quale strumento professionale di servizio, senza oneri economici o organizzativi a carico dei dipendenti.
Il Sindacato diffida pertanto l’Amministrazione dal rendere obbligatorio, dal 9 marzo 2026, l’utilizzo di strumenti di identità personale per l’accesso ai sistemi di lavoro e chiede l’immediata apertura di un confronto sindacale per individuare soluzioni rispettose della normativa vigente, delle corrette relazioni sindacali e della dignità professionale dei lavoratori.
Roma, 25 febbraio 2026
Il Coordinamento
Siamo alle solite: siamo solo a marzo e già è evidente come il fabbisogno formativo del MEF e la relativa offerta si siano ridotti, ancora una volta, a un mero adempimento burocratico finalizzato al raggiungimento delle 40 ore obbligatorie, ben lontano da un reale percorso di crescita professionale.
Manca una strategia complessiva: l’ufficio competente non svolge un’analisi dei fabbisogni credibile, non pianifica in modo organico e continua a proporre corsi spesso scollegati dalle mansioni, senza alcun confronto con il personale.
Non si è nemmeno lavorato per favorire la partecipazione a corsi interdipartimentali, limitando la possibilità di sviluppare competenze trasversali e di utilizzare piattaforme formative più efficaci già presenti all’interno del MEF, soprattutto se confrontate con il celebrato Syllabus.
Diventa quindi indispensabile un monitoraggio serio e una revisione complessiva che portino a una reale standardizzazione dell’offerta formativa a livello interdipartimentale.
Persistono inoltre le note criticità nella gestione dei corsi SNA, ancora caratterizzati da scarsa trasparenza nei criteri di selezione e da esclusioni immotivate che alimentano sfiducia e demotivazione.
Serve un cambio di rotta: la formazione deve tornare a essere uno strumento utile, coerente e trasparente, gestito con competenza e orientato ai bisogni reali dell’amministrazione e del personale. Non una formazione di facciata, ma un percorso capace di favorire sia l’acquisizione di nuove competenze (reskilling) sia l’aggiornamento di quelle esistenti per affrontare funzioni sempre più complesse (upskilling).
Roma, 25 febbraio 2026
Il Coordinamento
Il rimborso del welfare e la gestione dei buoni pasto hanno reso evidente una verità: il personale non rappresenta una priorità per questa Amministrazione.
Non si tratta di percezioni: i fatti e le tempistiche parlano da soli. Il momento di denunciare la situazione è adesso.
Al tavolo di confronto sul welfare ci eravamo lasciati con un impegno chiaro: anche con la nuova procedura, qualora fossero emerse criticità — trattandosi della prima applicazione — ci saremmo aggiornati tempestivamente per individuare soluzioni adeguate.
Così non è stato.
Nessuna informazione preventiva. Solo dopo nostre pressanti richieste sono state pubblicate le tabelle dei rimborsi. Oggi è chiaro il motivo per cui si è tardato tanto: i dati sono incompleti e la trasparenza è mancata.
Occorre ribadire un principio fondamentale: i fondi destinati alle Aree e quelli destinati alla Dirigenza sono separati, non comunicanti, e vincolati da percentuali minime garantite previste dalla normativa vigente. Non possono essere utilizzati diversamente né sottratti da un comparto per riversarli sull’altro. Questo è un fatto, non un’opinione.
Il malcontento nasce da un dato evidente: non tutto il personale delle Aree ha ricevuto un rimborso, mentre la Dirigenza sì.
Ci chiediamo:
Bastava rimodulare correttamente le percentuali per garantire il minimo a tutti.
Una buona amministrazione investe nella riqualificazione verticale e orizzontale, nella formazione continua, nel lavoro agile reale, in valutazioni eque e in un welfare che funzioni per tutti.
Oggi, di tutto questo, non vediamo alcun segnale.
Serve un cambio di direzione. Serve rispetto per il personale. Serve una gestione che ponga al centro chi ogni giorno fa funzionare questa Amministrazione.
Roma, 23 febbraio 2026
Il Coordinamento
Ad oggi, 19 febbraio, dopo quattro mesi di mancata erogazione dei buoni pasto, non siamo ancora riusciti a comprendere con esattezza a che punto sia la procedura.
Alcune regioni hanno ricevuto le card con il solo caricamento della spettanza del mese di novembre. “Se Atene piange, Sparta non ride.” Perché se in alcune realtà si procede a rilento, altrove la situazione è addirittura ferma.
La procedura, in linea generale, prevede la consegna delle card e, a seguire, il caricamento delle spettanze entro 3/4 giorni a tutti gli uffici del lotto. Ci risulta, ad esempio, che per il Lazio la richiesta di consegna delle card sia stata effettuata solo il 12 febbraio: ciò significa che l’intero iter potrebbe concludersi non prima della fine di marzo.
A ritardi già evidenti si aggiunge una procedura che appare incomprensibile: se le card non vengono consegnate a tutti gli uffici del lotto, non si procede ad alcuna ricarica.
Un meccanismo che finisce per penalizzare indistintamente tutti, trasformando un ritardo logistico in un danno collettivo.
In Campania, solo ieri, dopo ulteriori verifiche per comprendere perché – a distanza di due settimane dalla consegna – non si procedesse al caricamento, abbiamo appreso che alcune province e alcuni uffici, per una “dimenticanza” di chi non ha effettuato l’ordine, non hanno ricevuto le card. Risultato: l’intera regione resta bloccata in attesa.
E come si dice a Napoli: “Adda passà ’a nuttata”, ma qui la notte dura da quattro mesi.
Il buono pasto non è un dettaglio amministrativo.
Non si tratta di un benefit accessorio, ma di un diritto maturato.
Ci auguriamo che entro la fine di marzo tutto i lotti siano chiusi e la procedura sia definitivamente conclusa e che tutti i buoni pasto dovuti vengano caricati integralmente, e non solo parzialmente.
Al momento non intendiamo soffermarci sulle nuove ditte fornitrici. Delle recensioni e delle perplessità circolate parleremo eventualmente alla prova dei fatti, quando il servizio sarà effettivamente operativo.
Restiamo in attesa di un riscontro chiaro e, soprattutto, di una ricarica che metta fine a questa attesa ormai ingiustificata.
Roma, 19 febbraio 2026
Il Coordinamento
A seguito delle numerose sollecitazioni avanzate dalla UIL, si prende atto che finalmente siano state pubblicate le informazioni relative ai pagamenti per i rimborsi del welfare (trasporti, scolastici etc etc).
Si tratta di una pubblicazione attesa e dovuta, che tuttavia lascia emergere diversi elementi di criticità.
Adesso possiamo comprendere il motivo del ritardo e la perplessità sulla pubblicazione, ci eravamo lasciati dal confronto a dicembre prima dei pagamenti, che a fronte di qualsiasi criticità, visto che era la prima volta che si pagava con questi criteri ed era obbligatorio cambiare, che avremmo affrontato il problema e trovato una soluzione.
Ed è chiaro che dalla comunicazione risulta evidente come le risorse disponibili sui capitoli dedicati al welfare, non siano risultate adeguate. Nei casi di insufficienza dei fondi, infatti, non è stata effettuata alcuna rimodulazione: il contributo non è stato semplicemente assegnato, escludendo così una parte consistente dei richiedenti. Questo succede soprattutto perché si è sempre in ritardo su tutto a causa di un mancato interesse nei confronti del personale.
Ulteriore motivo di opacità riguarda la forma della comunicazione stessa:
– nessuna indicazione sulle risorse suddivise per tipologia di spesa;
– nessun dato relativo alla platea complessiva dei partecipanti;
– nessun dato relativo agli esclusi, se per mancanza di fondi o altro;
– informazioni disponibili solo sulle domande accolte.
Praticamente mesi di attesa per avere dei dati irrilevanti ed insufficienti.
Anche la definizione delle fasce ISEE adottate merita attenzione: oltre ai dubbi già noti, colpisce che mentre il CCNI prevede una terza griglia per gli importi superiori ai 35.000 euro, nella comunicazione ministeriale sia improvvisamente comparsa la dicitura “e fino a…”, introducendo un elemento non previsto e ulteriormente fonte di incertezza interpretativa.
Il nodo più rilevante concerne però la sproporzione tra l’aumento del personale delle aree del Dicastero e la mancata revisione dello stanziamento dei capitoli di spesa dedicati al welfare. Una scelta che appare limitata nella visione e che ha inevitabilmente generato aspettative poi deluse. Anche la definizione delle fasce ISEE adottate merita attenzione, poiché una comunicazione preventiva avrebbe verosimilmente evitato l’ondata di malcontento che si è poi puntualmente verificata, come dimostrano le numerose lamentele seguite alla pubblicazione.
In conclusione, la comunicazione divulgata risulta più idonea ad alimentare interrogativi che a fornire chiarimenti, lasciando la sensazione che nella gestione di tali risorse pubbliche vi siano aspetti che non tornano.
In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 18 febbraio 2026
Il Coordinatore Generale Il Coordinatore Sostituto Il Vice-Coordinatore Il Responsabile Nazionale
Andrea G. Bordini Nicola Privitera Pantalea Anzalone Giuseppe