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Criticità nella gestione dei contributi welfare a favore del personale

A seguito delle numerose sollecitazioni avanzate dalla UIL, si prende atto che finalmente siano state pubblicate le informazioni relative ai pagamenti per i rimborsi del welfare (trasporti, scolastici etc etc).

Si tratta di una pubblicazione attesa e dovuta, che tuttavia lascia emergere diversi elementi di criticità.

Adesso possiamo comprendere il motivo del ritardo e la perplessità sulla pubblicazione, ci eravamo lasciati dal confronto a dicembre prima dei pagamenti, che a fronte di qualsiasi criticità, visto che era la prima volta che si pagava con questi criteri ed era obbligatorio cambiare, che avremmo affrontato il problema e trovato una soluzione.

Ed è chiaro che dalla comunicazione risulta evidente come le risorse disponibili sui capitoli dedicati al welfare, non siano risultate adeguate. Nei casi di insufficienza dei fondi, infatti, non è stata effettuata alcuna rimodulazione: il contributo non è stato semplicemente assegnato, escludendo così una parte consistente dei richiedenti. Questo succede soprattutto perché si è sempre in ritardo su tutto a causa di un mancato interesse nei confronti del personale.  

Ulteriore motivo di opacità riguarda la forma della comunicazione stessa:
– nessuna indicazione sulle risorse suddivise per tipologia di spesa;
– nessun dato relativo alla platea complessiva dei partecipanti;

– nessun dato relativo agli esclusi, se per mancanza di fondi o altro;

–  informazioni disponibili solo sulle domande accolte.

Praticamente mesi di attesa per avere dei dati irrilevanti ed insufficienti.

Anche la definizione delle fasce ISEE adottate merita attenzione: oltre ai dubbi già noti, colpisce che mentre il CCNI prevede una terza griglia per gli importi superiori ai 35.000 euro, nella comunicazione ministeriale sia improvvisamente comparsa la dicitura “e fino a…”, introducendo un elemento non previsto e ulteriormente fonte di incertezza interpretativa.

Il nodo più rilevante concerne però la sproporzione tra l’aumento del personale delle aree del Dicastero e la mancata revisione dello stanziamento dei capitoli di spesa dedicati al welfare. Una scelta che appare limitata nella visione e che ha inevitabilmente generato aspettative poi deluse. Anche la definizione delle fasce ISEE adottate merita attenzione, poiché una comunicazione preventiva avrebbe verosimilmente evitato l’ondata di malcontento che si è poi puntualmente verificata, come dimostrano le numerose lamentele seguite alla pubblicazione.

In conclusione, la comunicazione divulgata risulta più idonea ad alimentare interrogativi che a fornire chiarimenti, lasciando la sensazione che nella gestione di tali risorse pubbliche vi siano aspetti che non tornano.

In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.

Roma, 18 febbraio 2026

Il Coordinatore Generale   Il Coordinatore Sostituto   Il Vice-Coordinatore   Il Responsabile Nazionale

   Andrea G. Bordini                Nicola Privitera           Pantalea Anzalone           Giuseppe

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