CGIL-CISL-UIL: RICHIESTA DI INCONTRO

In allegato lettera congiunta confederale di richiesta di incontro relativa dpCM n. 67/2013 con il Sottosegretario On.le Pier Paolo Baretta. Vi terremo informati su eventuali sviluppi.
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In allegato lettera congiunta confederale di richiesta di incontro relativa dpCM n. 67/2013 con il Sottosegretario On.le Pier Paolo Baretta. Vi terremo informati su eventuali sviluppi.
Ieri, 9 luglio, si è tenuto l’incontro/confronto sullo schema di decreto, relativo alla riorganizzazione dell’Amministrazione centrale e territoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, collegato ai contenuti del decreto 95/12, convertito nella legge n. 135/2012.
Nel corso dei nostri successivi interventi abbiamo nuovamente sollecitato gli argomenti già posti nel corso del precedente incontro con il Capo Dipartimento DAG, ovvero, tra l’altro, le questioni inerenti i comandi, o quanto ancora in attesa di una risposta da parte del Dipartimento delle Finanze, a partire dal contributo unificato o la distribuzione del comma 165, tra i dipendenti delle CC.TT. Al riguardo siamo in attesa degli incontri “monotematici” che il dr. Ferrara si era impegnato a tenere.
CHIUSURA RTS
Per quanto attiene il decreto, rispetto alla previsione di sopprimere 10 sedi, abbiamo espresso all’Amministrazione la nostra totale contrarietà a tale ipotesi. In particolare abbiamo evidenziato come, eliminando dai rispettivi territori gli uffici RTS , si allontani una delle più importanti presenze che lo Stato dovrebbe localmente assicurare, oltre che il servizio qualificato che gli operatori del MEF forniscono, a fronte del diritto che l’utenza ha di vedere soddisfatte le proprie richieste. Abbiamo infine prospettato come non ci sia sfuggito il diverso peso e le diverse difficoltà cui le 10 sedi e i rispettivi lavoratori fanno fronte quotidianamente: se è vero che le diverse RTS esprimono e rappresentano ciascuna i propri specifici problemi, vuoi per la numerosità del personale della sede, vuoi per la difficoltà dei collegamenti, per noi ciascun lavoratore che svolge con impegno il proprio lavoro ha diritto a vivere con serenità la propria vita lavorativa.
CED LATINA - SCUOLA SUPERIORE - UFFICI CENTRALI E TERRITORIALI
Abbiamo chiesto spiegazioni riguardo le attività del Ced di Latina che a noi non risulta più in evidenza, così come alcune attività e funzioni che non abbiamo più potuto riscontrare avendo verificato la soppressione di diversi uffici centrali e di alcune competenze finora allocate in periferia. Ci riferiamo, ad esempio al servizio Noi Pa nonché all’antiriciclaggio. Abbiamo infine chiesto un’attenzione specifica sulla Scuola superiore, riguardo la quale ancora permangono, a quanto ci risulta, incertezze rispetto alla possibilità di mantenere l’unità tra funzioni e lavoratori addetti.
Inoltre, abbiamo chiesto all’Amministrazione quali siano le motivazioni che hanno indotto alla costituzione degli organici regionali.
Nella replica, le risposte sono giunte sia dal Capo Dipartimento DAG sia dal Coordinatore degli Uffici del Ragioniere generale dello Stato, ognuno per le proprie competenze.
Per quanto riguarda il Ced di Latina, è stato manifestato l’impegno per mantenere la logistica e valorizzare in logica strategica i servizi.
Per quanto riguarda la Scuola superiore, ci è stato comunicato che probabilmente il decreto 90, in fase di conversione, sarà leggermente modificato, in funzione della continuità del servizio. Certamente non sono state ancora individuate soluzioni diverse da quelle prospettate dal decreto stesso per il Personale.
Per quanto riguarda la collocazione di funzioni, centrali o periferiche, non reperite nel testo dello schema, l’Amministrazione ha precisato che non è stata soppressa alcuna funzione o competenza, ma solo diversamente allocata e che il personale potrà seguirle, su base volontaria.
Infine, per quanto riguarda le RTS previsionalmente soppresse, nella replica l’Amministrazione ha rigidamente ribadito i propri intendimenti espressi sul decreto, giustificando la chiusura in base ai criteri e parametri individuati dalla normativa della 95, la spending review.
Ognuno è rimasto sulla propria posizione, e se la delegazione pubblica ha dato disponibilità, prima non manifestata, a reperire sullo stesso territorio delle attuali RTS altri uffici pubblici disposti ad accogliere il personale in uscita, noi abbiamo ribadito la nostra richiesta per il mantenimento di un presidio MEF su tutto il territorio nazionale.
Alla luce dell’esito dell’incontro, riteniamo indispensabile chiedere un incontro urgente con i vertici politici del Ministero, incontro che formalizzeremo sin dalle prossime ore.
Vi terremo tempestivamente informati degli sviluppi.
Roma, 10 luglio 2014
FP CGIL MEF CISL FP MEF UILPA MEF
Daniele Nola Paolo Bonomo Andrea Bordini
Allegati:
- Comunicati

In allegato lettera congiunta confederale di richiesta di incontro relativa all'informativa preventiva di riorganizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Vi terremo informati su eventuali sviluppi.
Roma, 04 luglio 2014
In allegato il DM di informativa preventiva di riorganizzazione degli uffici centrali e provinciali del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ci riserviamo, dopo un opportuno approfondimento, la nostra valutazione.
Roma, 03 luglio 2014
In data 30 giugno 2014 è stato emanato un ordine di servizio n. 11/2014 dal Dirigente CTR Sicilia, rivolto a tutti i Direttori delle Commissioni Tributarie della medesima regione.
In tale documento, che pure ci risulta ancora sconosciuto a parte degli interessati, si impartiscono ordini circa la rilevazione e classificazione delle sentenze definendo i Direttori come operatori di tale operazione.
Nulla quaestio circa l’importanza di organizzare il proprio ufficio, peraltro previsto dalle disposizioni di legge che regolano le CC.TT., ma quanto stride è l’ordine di servizio rivolto ai Direttori che non ci risulta siano sottoposti al Dirigente, ma gli stessi sono entità autonome e con profilo indipendente pur in un’ottica di collaborazione per il buon andamento di tali uffici.
Il Dirigente non è nuovo a queste iniziative, infatti spesso dispone/ordina ponendosi come Capo Superiore di ogni ufficio anche non avendone, a nostro avviso, competenza.
Ricordiamo l’art. 35 del D.Lgs 545/1992: “I direttori delle segreterie delle Commissioni tributarie e i funzionari con IX e VIII qualifica funzionale provvedono all’organizzazione tecnica del lavoro degli uffici di segreteria per adeguarne l’efficienza alle necessità del processo tributario, partecipano a commissioni di studio relative al funzionamento del contenzioso tributario istituite in seno all’Amministrazione finanziaria; vigilano sul restante personale assegnato alla segreteria”.
Non sapevamo che la norma fosse stata riscritta concedendo, al Dirigente della CTR Sicilia, la possibilità di comminare ordini ai Direttori su come organizzare il lavoro e i compiti dell’Ufficio del massimario (art. 40 D.Lgs. 545/1992 quest’ultimo è istituito “ presso ciascuna commissione tributaria regionale che provvede a rilevare, classificare e ordinare in massime le decisioni della stessa e delle commissioni tributarie provinciali aventi sede nella sua circoscrizione).
In sostanza è improprio/illegittimo l’atto impositivo da parte del Dirigente, mentre sarebbe stato sufficiente convocare in spirito di collaborazione i Direttori e promuovere un confronto su come produrre le sentenze da massimare senza impartire un ordine di servizio che resta una disposizione volta ad evidenziare una piena subalternità non prevista da nessuna norma vigente.
Molto tempo fa definimmo lo stesso Dirigente una sorte di Re Sole, l’artefice primo di ogni disposizione da far valere sul territorio nazionale, ma se così fosse la domanda sorgerebbe spontanea, ovvero a cosa serve una Direzione Generale della Giustizia Tributaria se esiste già chi determina il da farsi in ogni dove?
Rileggendo un caro filosofo e le sue dissertazioni sulla burocrazia ce ne è rimasta una impressa nella mente che suona così : Il burocrate è una persona capace di trasformare qualsiasi soluzione in un problema.
Roma, 02 luglio 2014
Il Responsabile CC.TT. Il Coordinatore Generale
Massimo ZANETTI Andrea G. BORDINI
Allegati:
- Comunicato
COMUNICATO
Si è svolto oggi l’incontro con il nuovo responsabile del DAG, dr. Ferrara. Abbiamo, nel corso dei nostri interventi, richiamato l’attenzione del Capo Dipartimento sui seguenti temi ed obiettivi:
1) Riorganizzazione RTS;
2) Comandi;
3) Riassetto CCTT;
4) Comma 165 – contributo unificato;
5) Problemi retributivi comma 165 – contributo unificato;
6) Informatica;
7) Contrattazione integrativa: a) progressioni economiche b) risorse aggiuntive c)sicurezza sui posti di lavoro.
Il Capo Dipartimento ha preannunciato l’apertura di singoli confronti monotematici a partire, tra pochi giorni, da prime e più approfondite indicazioni sulla riorganizzazione.
NOTA AL CAPO DIPARTIMENTO DAG
In occasione dell’incontro che oggi consente un primo scambio informativo, riteniamo opportuno segnalare alcune questioni che sicuramente rivestono importanza e suscitano preoccupazione tra i dipendenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze:
Riorganizzazione RTS territoriali art. 18 Regolamento di organizzazione Mef DPCM/2013
Qualora sul tema sussistano orientamenti, ancora in fase di valutazione, si chiede di poterne conoscere i contenuti pur provvisori, come peraltro da Lei preannunciato, tenuto conto anche del fatto che sono stati effettuati studi e valutazioni successive al Regolamento, come nel caso del “piano” Cottarelli.
Pertanto, in occasione dell’incontro e con la previsione di un coinvolgimento della Ragioneria generale dello Stato, questione che affidiamo alla Vostra valutazione congiunta, Le chiediamo, quale Capo Dipartimento del DAG, al cui interno insistono le Relazioni sindacali, di poter entrare nel merito dell’attuale stato funzionale ed organizzativo delle Ragionerie territoriali dello Stato. Queste ultime, solo per citare un esempio, hanno ereditato le attività precedentemente affidate alle ex DTEF, i cui uffici sono stati definitivamente chiusi, già da anni ed il personale ricollocato in parte nelle RTS ed in parte, su base volontaria, trasferito presso gli uffici dei Monopoli di Stato (circa 1500 unità).
Attualmente, tra l’altro, sappiamo che l’Amministrazione si accinge a far rientrare entro agosto, nell’Amministrazione di provenienza, un prima trance di lavoratori comandati dal comparto della Scuola. Su tale questione Le chiediamo una riflessione che porti, quanto meno, a collocare su un’unica data differita (agosto 2015 mese/anno già previsto dall’Amministrazione) il rientro di tutti i lavoratori suddetti, in attesa della produzione di rinnovate dotazioni organiche, come in qualche modo previsto dal decreto 90/14.
Riassetto Commissioni tributarie
Alcune novità introdotte su tali Uffici (in ultimo anche dal decreto 90/14), soprattutto in tema di informatizzazione sia del processo tributario che del cosiddetto sportello telematico, richiederebbero dei ragguagli che, come sindacato, in forma unitaria, abbiamo richiesto al Capo dipartimento delle Finanze, senza finora aver ricevuto alcuna risposta.
Anche in questo settore, sarebbe opportuno pensare alla stabilizzazione dei “comandati in”, vista la loro esiguità numerica complessiva e la loro assoluta utilità, costituendo talvolta una quota importante del personale delle sedi.
Problemi retributivi: comma 165 – contributo unificato
Le rinnoviamo la richiesta, già informalmente avanzata, di verifica sui compensi derivanti dal cosiddetto comma 165 (art. 3 Legge 350/2003), con particolare riferimento al personale delle Commissioni tributarie. Per questi dipendenti infatti lo scostamento, rispetto agli importi percepiti l’anno precedente risulta rilevante. Di qui la richiesta di un riequilibrio, laddove possibile e in presenza di eventuali residui.
Infine, sempre al riguardo del Personale del settore Tributario, nel 2011 la legge ha previsto il pagamento di un compenso, definito contributo unificato, di cui a tutt’oggi non si ha traccia e sul quale abbiamo sollecitato, sempre al Capo dipartimento Finanze, un’informativa, rimasta assolutamente inevasa.
Unificazione delle Scuole di formazione – art. 21 decreto 90/14
Vista la soppressione prevista delle Scuole di formazione, tra le quali la Scuola superiore dell’economia e delle finanze, ci sembra che mentre appare chiaro ove verranno collocate le funzioni delle stesse, non altrettanto appaiano chiare le sorti del Personale in servizio. In questo senso, nel tentativo di salvaguardare le professionalità dei dipendenti, si chiede che gli stessi possano seguire, sulla base di un’opzione, la collocazione delle funzioni, ovvero e sempre sulla base di una successiva opzione, come peraltro contemplato dal decreto, il rientro all’interno del Mef.
Pur coscienti che le collocazioni saranno la risultanza di decisioni “politiche”, si sollecita da parte della S.V. una positiva attenzione su questo personale che appartiene alla compagine del pubblico impiego e quindi ad un settore che, oltre ad essere privo di rinnovi contrattuali da oltre cinque anni, è stato esposto ed è ancora esposto ad ogni sorta di attacchi mediatici e politici.
Informatica
Infine si chiede una verifica sull’organizzazione del servizio informatico, all’interno del Ministero. Se infatti appare positivo, ad esempio, l’avanzamento dell’operazione collegata all’applicazione della procedura “cedolino unico”, per altri versi ci appare dispersiva la compresenza di singole strutture informatiche, all’interno del Mef, ed in particolare di una presso ciascun Dipartimento.
Contrattazione integrativa
Al riguardo Le sollecitiamo la riapertura di un confronto che consenta la percorrenza, in vista del 2015, di una strada che porti alla conclusione dei risultati già raggiunti, con decorrenza 2010, nel campo delle progressioni economiche che saranno possibili anche sulla scorta delle risorse aggiuntive.
Infine vogliamo sollecitare la riapertura di un confronto che riavvii nelle sedi il perseguimento di livelli ottimali in tema di sicurezza.
Distinti saluti
FP CGIL MEF CISL FP MEF UIL PA MEF
D. Nola P. Bonomo A.G. Bordini
Allegati:
- Comunicato
- Nota
Sono pervenute, anche a questa O.S., le note n. 555 e 1789 entrambe del 24 giugno 2014, con le quali le commissioni tributarie informano dell’istituzione del servizio di passi e portineria di Via Labicana n. 123.
Al riguardo dobbiamo rilevare che le “disposizioni” contenute nel documento sono in contrasto con la normativa vigente sull’impiego pubblico del lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 165/2001, e che l’istituzione del servizio di guardiania rientra nella fattispecie di un servizio stabile e permanente, pertanto è necessario che l’amministrazione adotti ogni utile iniziativa per il reclutamento del personale facendo ricorso alle forme previste (concorso, mobilità, ecc.).
Pertanto, si deduce che l’amministrazione non è in grado di gestire il predetto servizio e impone al personale di svolgere mansioni diverse per le quali è stato assunto.
Inoltre, è evidente la mancanza di documentazione fondamentale (ordini di servizio, turni ecc.) e auspichiamo che il non aver proceduto all’integrazione con tali atti sia da attribuire al fatto che l’Amministrazione è conscia della dubbia legittimità.
Premesso quanto sopra, questa O.S. diffida l’Amministrazione all’applicazione di quanto stabilito dalle disposizioni altrimenti si vedrà costretta ad agire per le vie che ritiene più opportune.
In attesa di riscontro alla presente si inviano distinti saluti.
Roma, 30 giugno 2014
Vice Coordinatore Nazionale Coordinatore Provinciale Roma
Pantalea ANZALONE Pasquale RUGIERO
In allegato:
Lettera con indirizzi
PSEUDO-RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
ROMA 24 GIUGNO 2014

Buona sera,
a tutti i delegati ed i presenti di questa prima assemblea della storia del coordinamento nazionale della UILPA-MEF.
Prima di entrare in merito alle problematiche inerenti il Dicastero che rappresentiamo, abbiamo il dovere come dipendenti e rappresentanti, anche, del Pubblico Impiego di dare le nostre indicazioni e considerazioni in merito alle manovre che hanno colpito e discriminato negli ultimi anni la nostra categoria.
Uno dei temi che ha avuto maggiore risalto dai talk-show e dalle testate giornalistiche, interessati ormai più alle notizie di gossip che all’informazione ed alla mercé dei partiti politici che li finanziano, è la revisione della spesa pubblica o meglio detta spending review, presentata alla collettività come la salvezza dei conti dello Stato, del Pubblico Impiego e della crisi economica.
Niente di più falso, infatti, la stessa avrebbe dovuto determinare una riduzione capillare degli sprechi, ed invece ha portato esclusivamente tagli lineari alla spesa pubblica che di fatto hanno ridotto i servizi pubblici e le prestazioni essenziali rivolte alle categorie più bisognose.
Questo provvedimento sanziona il lavoratore pubblico, sia come cittadino che usufruisce dei servizi e sia come dipendente al quale vengono sottratti alcuni diritti di impiegato.
Ma oltre alla spending review sono stati adottati, a danno della categoria dei lavoratori del pubblico impiego, altri provvedimenti ai quali dobbiamo trovare urgentemente una soluzione:
Il blocco del turnover che non ha diminuito la spesa pubblica ma che ha reso impossibile nuove assunzioni impedendo una rotazione generazionale. Una politica, che a parole vorrebbe garantire il ricambio ed invece ha portato la disoccupazione giovanile ad una cifra superiore del 40%, si parla di un’assunzione ogni 10 pensionamenti.
La riduzione del 50% delle risorse per la formazione, e poi si chiede al personale sempre più professionalità e competenza nei confronti della resa nei servizi al cittadino.
La sospensione delle progressioni economiche, che comunque non avrebbero apportato, anche se effettuate, nessun aggravio al bilancio dello Stato perché finanziate dai vari fondi destinati al personale.
L’appiattimento professionale, voluto dalla stessa autorità politica che prima sfrutta le competenze acquisite dal dipendente sul posto di lavoro, ma al momento in cui bisogna riconoscerne la professionalità la stessa viene disconosciuta. Infatti, nei concorsi pubblici indetti per le aree non esiste la riserva dei posti o un punteggio particolare per coloro che da anni si impegnano per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’Amministrazione o dal politico di turno.
Il mancato rinnovo contrattuale dal 2009 che crea così un’altra categoria in difficoltà economica, in quanto il potere di acquisto dello stipendio dei pubblici dipendenti è diminuito del circa il 30%.
I provvedimenti sopra citati, che sanzionano ogni giorno il lavoro del dipendente pubblico, sono già applicati da svariati anni, ma non hanno apportato nessun beneficio ne alla Pubblica Amministrazione ne ai cittadini, tanto è vero che ancora oggi si parla di crisi, di rilancio dell’economia e di riorganizzazione del Pubblico impiego. Per questo motivo, a nostro avviso, sono altri gli accorgimenti fondamentali e seri da prendere, e per fare un esempio potremmo citare la vera riforma della Pubblica Amministrazione. Un riordino che non può essere fatto con atti unilaterali da parte dell’autorità politica ma che deve nascere da una condivisione con i rappresentanti delle parti sociali, intese come associazioni dei lavoratori, dei cittadini e dei consumatori, ricordando che il dibattito permette di evidenziare le necessità di tutte le categorie e che lo stesso è espressione di democrazia. Qualcuno, precedentemente, aveva provato con un piccolo decreto, il cosiddetto “de-cretino”, a modificare da solo il pubblico impiego, ma tutti, sia operatori che chi ha usufruito dei servizi, ne conoscono i risultati negativi e devastanti.
Attualmente l’autorità politica non gode di credibilità e pertanto non vuole, e non può avere nessun confronto perché con esso verrebbero messe in evidenza le carenze delle riforme fino ad oggi da loro apportate in modo autonomo, perché si ha paura del vero cambiamento della Pubblica Amministrazione, che se funzionasse al pieno delle sue potenzialità non permetterebbe di etichettare il pubblico dipendente “fannullone” lanciandolo in pasto all’opinione pubblica, e perché le restrizioni al pubblico impiego anche se non creano nessun vantaggio generano consenso politico.
Ribadiamo che è arrivato il momento dell’effettiva riorganizzazione che rilancia la Pubblica Amministrazione, noi siamo pronti ad affrontare questo progetto che deve dare risposte alle esigenze della collettività e dei lavoratori direttamente coinvolti, e che deve produrre risparmio economico in termini reali alle imprese che capitalizzano in questo Paese. Per fare questo è necessario adeguare i servizi e semplificare la burocrazia del pubblico impiego attraverso gli investimenti nel settore e non con i tagli, perché spesso diminuzione della spesa non significa risparmio.
La Pubblica Amministrazione non può essere e non deve essere lo sfogo mediatico della politica, siamo orgogliosi di essere dipendenti pubblici e chiunque pensa di smantellare il Pubblico Impiego dovrà affrontare una lunga e tenace battaglia.
Sottolineiamo, anche, che i veri costi non sono i dipendenti che producono un ritorno in termini di servizi, ma sono tutti quegli enti, le società partecipate e le consulenze che costituiscono solo poltrone e che sono improduttive di prestazioni per lo Stato Paese.
Noi non abbiamo e non dobbiamo avere nessuna appartenenza politica, il nostro unico colore deve corrispondere a quello dei diritti del dipendente, siamo disponibili al dialogo ed al confronto se questo può servire per raggiungere il miglior risultato nel più breve tempo possibile a favore del lavoratore e della collettività, e il nostro interlocutore dovrà essere quel soggetto che ha come unico interesse l’avanzamento e il rilancio del welfare pubblico.
In questa campagna contro il pubblico dipendente anche il nostro Dicastero è stato vittima di alcuni provvedimenti, e le problematiche che destano maggiore preoccupazione tra i dipendenti sono:
La Riorganizzazione – è da svariati anni che il nostro coordinamento con un’azione congiunta confederale manifesta l’importanza fondamentale e la centralità del territorio. Infatti, il progetto presentato all’autorità politica ribadisce il nostro dissenso alla chiusura delle sedi, rivendicando, dove non presiede la figura del dirigente, la designazione delle Posizioni Organizzative. Questa operazione garantirebbe la classe dirigente, evitando gli interim, e nel contempo permetterebbe di rilanciare le capacità acquisite dei funzionari riducendo anche alcuni costi a carico del bilancio dello Stato.
Il ruolo delle Ragionerie Territoriali dello Stato, comunque, non può e non deve limitarsi all’erogazione dei servizi stipendiali e dei visti preventivi e successivi ma deve impiegare la propria professionalità eccelsa per i controlli della spesa di tutti gli enti pubblici. Ma quale migliore competenza di revisore se non quella della Ragioneria?
In ogni caso restiamo in attesa di un regolamento che riorganizzi e rilanci gli uffici. Un provvedimento che dovrà, a nostro avviso, tenere conto di alcuni fattori come la necessaria esistenza delle sedi territoriali in termini di servizi, i carichi di lavoro e lo spirito di sacrificio dei colleghi, che in questi anni hanno avuto l’onere di garantire tutti gli obiettivi, nonostante che il 50% del personale sia transitato in mobilità in altri enti a causa della chiusura delle pre-esistenti Direzioni Territoriali dello Stato, operazione voluta dall’autorità politica.
Contributo unificato: Il decreto relativo alle somme del contributo unificato sembrerebbe, da informazioni informali, che ancora oggi sia ad una fase embrionale.
Le somme derivanti dal contributo dovrebbero essere erogate, almeno così prevede la legge di riferimento, alle cosiddette “Commissioni Virtuose”, ma la normativa vigente considera che i criteri di distribuzione siano stabiliti da un accordo tra le OO.SS. e il rappresentante dell’Amministrazione. Sottolineiamo che i principi su cui si deve basare l’accordo deve tenere conto che la quantità dei ricorsi inseriti in udienza sono stabiliti dal Presidente della sezione e non dal personale amministrativo, e che la cifra totale si è ottenuta dalla partecipazione di tutti gli uffici territoriali Tributari. Pertanto, nel rispetto delle norme, siamo disponibili a firmare nel caso in cui una percentuale sarà riservata per remunerare tutto il personale delle Commissioni Tributarie.
Rotazione dei segretari di sezione:A seguito dell’emanazione del piano triennale di prevenzione della corruzione (triennio 2014-2016) la Direzione Generale della Giustizia Tributaria ha provveduto con una Direttiva ad impartire una lunga serie di provvedimenti per le Commissioni Tributarie, con lo scopo di “annullare” o comunque rendere minime le possibilità che all’interno di tali organi giurisdizionali avvengano casi di corruzione. Bisogna sottolineare che quest’ultimi sono rarissimi, e che i segretari di sezione difficilmente possono commettere atti impropri se non in “partecipazione” con il Collegio Giudicante e con i professionisti. La Direzione nonostante queste premesse, ha ritenuto opportuno coinvolgere il personale in una rotazione pensando che questa fosse la terapia di tutti i mali. Noi, invece, riteniamo che compito di una buona Amministrazione sia quello di tutelare i propri Dipendenti, e quindi in questo caso si sarebbero dovute trovare misure, anche con strumenti informatici, atte a ridurre al minimo le possibilità di diventare corrotti, corruttori e corruttibili.
Confermiamo di non essere contrari ai cambiamenti che determinano miglioramenti e rendono più trasparente la Pubblica Amministrazione, ma non condividiamo forme di intervento che colpiscono esclusivamente il personale e che risultano, a nostro avviso, inefficaci alla risoluzione del problema.
Pertanto, chiediamo che il provvedimento venga rivisitato e che abbia gli elementi in grado di tenere congiuntamente servizio e funzione, e questo si può ottenere solamente con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali Territoriali.
Incarichi dei direttori:Il 22 ottobre 2013 a tutti gli uffici delle Commissioni Tributarie Provinciali è giunta la determina inerente l’assegnazione degli incarichi di direzione. In precedenza, ad un documento apparentemente simile avevamo posto una forte resistenza, tanto da interrompere qualsiasi tipo di relazioni sindacali. La lotta aveva consentito il blocco del provvedimento, ed aveva portato, prima della sua emanazione, sostanziali e non trascurabili modifiche, infatti:
non appare più l’esigenza di attuare le norme in materia di lotta alla corruzione;
prevede espressamente la possibilità di rinnovo dell’incarico, disciplinando la relativa procedura;
detta le condizioni di revoca dell’incarico prima della scadenza stabilita garantendo all’interessato il diritto di difendersi e di farsi assistere già in sede amministrativa;
offre maggiori garanzie e pure implicite indicazioni sulla destinazione dei direttori non confermati nell’incarico.
A nostro avviso, comunque, il documento è ancora incompleto perché mancano degli elementi che riteniamo essenziali come:
la stipula di un’assicurazione per la copertura dei rischi professionali a cui sono stati, e saranno esposti i Direttori delle Commissioni Tributarie Provinciali;
il riconoscimento di un’indennità di posizione proporzionale al carico di responsabilità.
Sicuramente la prima stesura andava verso una strada sbagliata e non condivisa che abbiamo ricondotto in un’altra direzione. Adesso dobbiamo fare in modo, a tutela degli interessi del personale coinvolto, che anche questi due ultimi punti facciano parte integrante della determina.
Legge delega:il Consiglio di Presidenza di Giustizia Tributaria ha chiesto una modifica all’art. 10 della legge delega al Governo n° 23/2014 che apporta disposizioni per un sistema più equo, trasparente ed orientato alla crescita.
Per quanto di nostra competenza, non siamo riusciti a rilevare nessuna attinenza tra la richiesta avanzata e il contenuto dei principi del provvedimento.
Possiamo aggiungere che questo tipo di trasformazione comporterebbe che:
le commissioni tributarie non risulterebbero parti terze rispetto al giudizio, infatti con l’attuale assetto organizzativo, cioè all’interno del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si impedisce alla parte resistente non costituita di accedere alla banca dati del contenzioso, ponendola in posizione di parità con il ricorrente.
la Governance passerebbe in capo ai Signori Giudici e questo non è possibile, il personale deve rispondere del suo operato ad un Direttore Amministrativo in modo da garantire una fattiva collaborazione e quindi impedire qualsiasi tipo di assoggettamento.
Con questo tentativo, in merito al quale abbiamo espresso il nostro dissenso nelle sedi opportune, si vuole ledere soltanto, senza apportare nessuna miglioria lavorativa, all’autonomia della magistratura tributaria giudicante che al contrario dovrebbe essere il vero principio fondamentale da tutelare.
Concludo con un riferimento al nuovo statuto UILPA, perché in più occasioni è stato chiesto come e cosa cambieremo nel coordinamento. La risposta è molto semplice, formalmente tanto ma sostanzialmente niente, perché questo è un gruppo di quadri sindacali che ha come unico interesse la tutela dei diritti dei lavoratori.
Tuttavia per portare a compimento la nostra missione, dobbiamo essere in grado di cambiare con il modificare dei bisogni dei dipendenti, perché siamo gli unici soggetti, inteso come Organizzazioni Sindacali in generale, che possiamo soddisfare, non con le promesse ma con i fatti, le esigenze collettive.
La strada da compiere è molto lunga ed insidiosa, il dipendente che pensa di essere in grado di tutelare i diritti comuni e sociali senza una rappresentanza, perché crede che questa sia inutile e inconsistente, pecca di ingenuità ma è nostro compito dimostrarlo.
Noi siamo l’ultimo baluardo a difesa dei lavoratori e possiamo garantire che, nonostante i provvedimenti che l’autorità politica vorrebbe attuare nei nostri confronti per smantellarci, non faremo sconti a quei soggetti che si frappongono, come ostacolo, al raggiungimento del benessere del personale del Dicastero che rappresentiamo, e del Pubblico Impiego.
Sono sicuro che il coordinamento UILPA-MEF, grazie alla capacità, alla preparazione e la professionalità dei propri quadri sindacali, può raggiungere, anche da solo, tutti gli obiettivi prefissati, ma sono altrettanto convinto che condividere gli intenti e proseguire unitariamente con le Organizzazioni Sindacali Confederali significa avere più influenza e raggiungere prima la meta, perché insieme siamo una grande forza.
È un onore rappresentare questo coordinamento che oggi, grazie al lavoro di tutti voi, è il primo sindacato in termini di iscritti e di consensi RSU all’interno del Ministero dell’Economia e Finanze. Esprimo la mia massima riconoscenza a tutto il gruppo dirigente sindacale, nessuno escluso, che è sempre disponibile al sacrificio, e che ogni giorno dimostra il suo impegno sul posto di lavoro in prima persona, per garantire dignità al lavoratore. Allo stesso modo manifesto la mia gratitudine a tutto il personale che ha reso possibile questo traguardo, e che pertanto ha fiducia nella nostra condotta, nella nostra trasparenza e nel nostro modo di agire.
Grazie ancora e buon lavoro a tutti.
Tivoli, 21 giugno 2014 Il Coordinatore Generale
BORDINI Andrea G.
Allegati:
Relazione