FIRMATO ACCORDO 20% FUA 2013
Inoltriamo l’accordo sottoscritto ieri tra la RSU, le OO.SS e l’Amministrazione in merito alla distribuzione del 20% del FUA dell’anno 2013.
Roma 12 novembre 2014
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Inoltriamo l’accordo sottoscritto ieri tra la RSU, le OO.SS e l’Amministrazione in merito alla distribuzione del 20% del FUA dell’anno 2013.
Roma 12 novembre 2014
Ormai siamo arrivati all'assurdo: ci sono OO.SS. che, pur di scrivere qualcosa per giustificare la propria esistenza, dichiarano le cose più disperate, tanto che per loro rivendicare gli interessi dei lavoratori è diventato demagogia, e contrastare l'amministrazione è utopia. Secondo questi soggetti mettere in evidenza le richieste dei lavoratori è reato, anzi si deve attendere il “work in progress” nella speranza che l'amministrazione possa cambiare direzione rispetto a delle decisioni già assunte.
Ottenere parzialmente dei risultati, comunque, per le organizzazioni in questione, significa aver compiuto un ottimo lavoro, invece per noi significa aver eseguito un intervento solo di facciata. Il nostro ruolo è quello di tutelare integralmente le esigenze del personale. Ricordiamo che alla riunione del 28 ottobre u.s., erano state avanzate delle proposte all'amministrazione (nella speranza di ottenere risultati concreti) e, in quell’occasione, avevamo anche sottolineato sia le esigenze primarie delle famiglie e dei lavoratori coinvolti, sia l'assurdità del (presunto) risparmio prevista dalla chiusura delle sedi, per noi non congruente con altri evidenti sprechi del nostro Dicastero.
Infatti, l'impegno finale dell'amministrazione che, praticamente rispose solo alle nostre domande, era stato quello di soddisfare nel limite del possibile le richieste del personale, perché la volontà unilaterale politico/amministrativa della chiusura delle sedi non può ricadere sul personale. Ma, a nostro avviso, la circolare emessa sembrerebbe andare in altra direzione.
Forse non è chiaro a tutti che le nostre richieste e rivendicazioni, nascono dalle domande e preoccupazioni dei lavoratori (in allegato) che hanno ritenuto opportuno coinvolgerci direttamente. Qualche OO.SS. si domanda il perché il personale abbia scelto la nostra O.S. la risposta non possiamo darla noi. Per averla basterebbe riflettere e interrogarsi sui propri comportamenti.
Vorremmo rammentare a tutte le OO.SS. che il nostro compito istituzionale non è quello di primeggiare tra le associazioni, ma quello di perseguire risultati che soddisfino esclusivamente le richieste del personale.
Sottolineiamo che per avere l'unità sindacale, percorrendo quindi un tragitto comune, non è necessario "sviolinare" grandi proclami ma è invece sufficiente tutelare concretamente i diritti e gli interessi dei lavoratori (e non di altri soggetti), ricordando che il nostro compito primario rimane il benessere del personale. Pertanto chi ha come progetto le priorità del personale, e quindi le nostre, ci incontrerà lungo il percorso.
Impegnarsi e ottenere dei risultati per i dipendenti, anche se questo significa lottare ed aspettare del tempo, non è promettere false illusioni. Siamo perfettamente a conoscenza che a qualcuno possa dare fastidio che la nostra O.S. possa interessarsi alle richieste dei lavoratori, perché, così facendo, costringiamo le altre sigle ad adeguarsi e quindi a lavorare, parola quest'ultima sconosciuta ad alcuni soggetti.
Forse adesso è evidente a tutti i lavoratori quali sono le OO.SS. che hanno a cuore il futuro dei lavoratori senza rispondere ad altri interessi.
Se tutte le richieste del personale non saranno accolte, organizzeremo ove ne ravvisassimo la necessità, un'assemblea del personale coinvolto al Dicastero centrale, per portare la voce dei lavoratori direttamente all'autorità politica e/o amministrativa.
In ogni caso ci dispiace mettere in evidenza che ci saremmo aspettati di tutto, tranne che scontrarci contro altre OO.SS. per tutelare gli interessi dei lavoratori. Infatti queste associazioni, che inizialmente, prima dell'emanazione della circolare, ci accusavano di essere troppo fiduciosi sulle garanzie offerte dall'amministrazione, ora che, a nostro avviso, non sono state garantite le giuste tutele e prendiamo perciò i dovuti accorgimenti, pur di denigrare il lavoro altrui al fine di giustificare la propria inerzia (perché altro non possono fare), ci chiamano demagogici e populisti. Non riusciamo a comprendere come sia possibile che le richieste dirette dei lavoratori, transitate per il tramite nostro, rivolte all'amministrazione senza coinvolgere altri soggetti, abbiano innescato una polemica di alcune associazioni che non tutelano sicuramente il personale.
La nostra O.S. prenderà tutte le decisioni necessarie per la tutela del personale, perché lottare per i dipendenti è un onore e non un onere.
Grazie ancora per averci scelto, noi saremo sempre dalla parte dei lavoratori.
Roma, 11 novembre 2014
I Vice Coordinatori Il Coordinatore Generale
P. Anzalone – G. Compagnone – N. Privitera A. G. Bordini
Allegati:
- Comunicato
- Richiesta chiarimenti del personale
- Lettera dipendenti Enna
È pervenuta la circolare inerente la domanda di mobilità del personale delle sedi delle RTS in prossima chiusura. Ancora una volta dobbiamo sottolineare un comportamento incongruente da parte di un'amministrazione che sembrerebbe non meritare il personale che oggi si adopera e si impegna per raggiungere quegli obiettivi assegnati dalla stessa dall'autorità politica. Ci riferiamo, in particolare a:
Ricordiamo che, ai sensi del combinato disposto dagli articoli 2, comma 3, e 59 D.lgs. 300/99, il potere di indirizzo politico del Ministro si estende anche alle Agenzie fiscali. I direttori delle Agenzie, infatti, agiscono secondo i contenuti dell’atto convenzionale, stipulato annualmente con l’Autorità politica, da cui scaturisce una naturale condivisione degli obiettivi.
Non si comprende pertanto come sia possibile che l’Amministrazione finanziaria non sia in grado di ricollocare, senza troppe formalità, il proprio personale nell’ambito agenzie!!!
I lavoratori in questo momento di difficoltà e di preoccupazione avrebbero voluto un gesto di solidarietà da parte di un’amministrazione che invece risulta assente e sorda delle esigenze del personale e in particolare delle famiglie coinvolte. Noi siamo pronti a qualsiasi tipo di azione a tutela del personale fino a quando non saranno salvaguardate tutte le richieste di mobilità.
Sembrerebbe anche, a detta del personale, che qualcuno abbia blaterato: "ringraziateci che non abbiamo fatto applicare il DL 90” e “se le agenzie non hanno la necessità del vostro profilo la vostra richiesta non sarà soddisfatta".
A queste parole se veritiere noi rispondiamo, siamo in tanti ma non tutti rappresentano il personale... lasciamo ai lavoratori ogni considerazione.
Roma, 05 novembre 2014
Il Vice Coordinatore Il Coordinatore Generale
Nicola PRIVITERA Andrea G. BORDINI
Allegati:
- Comunicati
PIANTE ORGANICHE A seguito della riunione del 28 ottobre u.s. abbiamo la necessità di esprimere al personale ulteriori considerazioni e/o approfondimenti: L’amministrazione, nella predetta riunione, ha comunicato che le nuove dotazioni organiche sono state ottenute applicando il D.M. 8/8/2012 e l’art. 23 quinquies del D.L. 6/7/2012, n. 95, recepiti con il DPCM 25/10/2012. Tagli da cui sono state escluse, ex lege, le Commissioni tributarie. Dall'informativa abbiamo potuto costatare l’assenza di esuberi in tutti i Dipartimenti, ma si è appreso che le piante organiche delle Ragionerie territoriali dello Stato, sono state redatte su base regionale. Quest'ultima decisone, unilaterale dell'Amministrazione e per noi assurda e incomprensibile, sembrerebbe scaturita dalla relazione redatta dal cd. “gruppo di lavoro” all’uopo costituito dal Ragioniere Generale dello Stato. La metodologia usata è stata quella di rilevare, a mezzo apposite schede informative fatte compilare a ciascun direttore territoriale, le risorse umane impiegate su 12 “linee di attività standardizzate”, ritenute indicative delle funzioni svolte dalle RR.TT.SS. I dati così raccolti sono serviti per elaborare una mediana statistica sulla scorta della quale sarebbero stati costruiti gli organici. In merito a tale modus operandi, la nostra organizzazione sindacale esprime totale dissenso, sia perché la relazione del gruppo di lavoro non è stata trasmessa alle OO.SS. per dovuta informativa, sia perché, trattandosi di carichi di lavoro, la materia doveva essere oggetto di concertazione o, quanto meno, di informazione. Chiediamo quindi con fermezza la trasmissione alle organizzazioni sindacali della relazione redatta dal gruppo di lavoro al fine di conoscere i criteri e le pesature scaturite dalla sua attività, anche alla luce di alcune evidenti incongruenze nella distribuzione dei posti in relazione alla dimensione degli uffici. Oltretutto non si comprende, o forse si (http://mef.uilpa.it/2012-04-17-14-04-59/640-attendiamo-risposte.html), perché i dati non siano stati raccolti a mezzo del protocollo “ASP” e dell’ufficio dipartimentale di controllo di gestione (rilevazione che sarebbe sicuramente stata più oggettiva). Infatti le modalità di compilazione delle predette schede da parte dei direttori territoriali, sembrerebbe, non siano state sempre omogenee, anche perché pur utilizzando ognuno un criterio oggettivo, magari, non corrispondeva a quello di un'altra sede. In sostanza l'esito dell'operazione ha portato ad un sotto organico complessivo nelle RR.TT.SS., ma circa 11 realtà regionali sono risultate in esubero di personale (Abruzzo 24, Basilicata 13, Calabria 41, Campania 26, Emilia Romagna 16, Friuli V.G. 2, Liguria 9, Marche 20, Molise 11, Piemonte 12, Provincia autonoma di Trento 9). Tali esuberi al livello regionale costituiscono, a nostro avviso, pur sempre una evidenza pericolosa in esito a possibili ulteriori provvedimenti legislativi. Lascia inoltre estremamente perplessi l’applicazione del metodo solo alle RR.TT.SS., laddove alcuna motivazione è stata data in merito alla costruzione degli organici degli uffici centrali. Basti pensare che, mentre per le RR.TT.SS. sarebbero appena 16 i posti complessivamente vacanti, per gli uffici centrali della Ragioneria generale ci sarebbero ben 296 posti vacanti! In tutto ciò alcune sedi rimangono in gravissima sofferenza di organico e non si capisce davvero come potranno far fronte ai carichi di lavoro che l’amministrazione continua irresponsabilmente ad aumentare, anche in previsione della chiusura delle 10 RTS, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, come pure sarebbe previsto dal CCNL. Infatti nel 2015 le RR.TT.SS. amministreranno anche le partite stipendiali del personale UNEP e, probabilmente, del personale della Polizia di Stato. Queste attività si aggiungono alle sanzioni antiriciclaggio, alle deleghe IGRUE e SIFIP, alle pratiche già di competenza delle sedi soppresse… L’unico accenno a un’idea di soluzione è stato quello riguardo il trasferimento della competenza di alcune tipologie di pratiche da sedi in situazione di grave sottorganico ad altre sedi meno “sfortunate”! Non crediamo possa essere percorribile tale tipo di soluzione che vedrà comunque penalizzati: il personale delle sedi “riceventi” per l’aumento dei carichi di lavoro in assenza di qualsivoglia verifica condivisa; il personale delle cedi “cedenti” che perderanno competenze e professionalità; l’utenza, la quale vedrà ulteriormente allontanarsi l’interlocutore istituzionale quale punto di effettiva erogazione dei servizi. Non possiamo non rilevare inoltre le forti carenze dei Dipartimenti centrali, laddove i lavoratori si sobbarcano una mole di lavoro che, stando agli organici presentati dall’amministrazione, non sarebbe di loro competenza. Tali carenze, sommate ai blocchi del turn over e dei rinnovi contrattuali, ormai eterni, generano forte malcontento e disagi organizzativi/amministrativi. La mancata individuazione delle piante organiche di sede, porterà quale conseguenza una serie di problematiche, da noi puntualmente evidenziate, tra le quali, ad esempio:
E’ assurdo che il direttore e i dipendenti di una RTS non sappiano se lavorano o meno in carenza di organico! Non vorremmo che tale operazione fosse propedeutica a un ulteriore smantellamento della rete territoriale del M.E.F.!
GRADUAZIONE UFFICI DIRIGENZIALI Mercoledì 22 ottobre l’Ufficio relazioni sindacali ci ha trasmesso la relazione illustrativa allo schema di D.M. di graduazione degli uffici dirigenziali di seconda fascia. Anche in tale relazione l’amministrazione si limita, laconicamente, ad affermare: “la graduazione degli uffici e la determinazione degli importi corrispondenti alle relative fasce sono state effettuate coerentemente con quanto stabilito dal CCNL del personale dirigente dell’area I”. Al riguardo la nostra organizzazione sindacale aveva già avuto modo di stigmatizzare, sia in occasione della riunione del 16 ottobre u.s., sia con il comunicato rilasciato nella stessa data (http://mef.uilpa.it/2012-04-17-14-04-59/644-pesatura-uffici-dirigenziali.html), il comportamento dell’amministrazione. Già in quella sede, infatti, si era osservato che “non si sono capiti, sempre che esistano, i criteri utilizzati per l'assegnazione della fascia retributiva, e che comunque gli stessi, magari nascosti in qualche cassetto, non sono adeguati a descrivere le realtà lavorativa e le responsabilità connesse ad ogni singolo Ufficio. Se questo rimane il metodo di assegnazione sembrerebbe, di fatto, che non sia stata effettuata alcuna “pesatura” in relazione alla reale complessità degli uffici. La mancata trasmissione delle proposte di graduazione predisposte dai Capi dipartimento (proposte richiamate nello schema di D.M. quale motivazione per relationem), impedisce qualsiasi verifica del rispetto dei criteri stabiliti dall’articolo 54, quarto comma, del CCNL sottoscritto il 21/04/2006”. Ciò considerato, pur constatando che si persevera nel non trasmettere alle organizzazioni sindacali la documentazione necessaria ad una compiuta informativa (comportamento che riproviamo decisamente), ci auguriamo ciononostante il ripristino di corrette relazioni sindacali e che, per il prossimo futuro, si tenga debito conto delle proposte della UIL, la quale dovrà essere presente al tavolo come compartecipe delle importanti decisioni da assumere, in quanto riguardanti l’organizzazione e la vita lavorativa dei “manager” dell’amministrazione. Ad oggi invece, sulla pesatura degli uffici, si è assistito soltanto a sterili comunicazioni di scelte inique, non conformi al CCNL e mortificanti per il personale dirigenziale. Attendiamo pertanto (ansiosamente!) l’istituzione del promesso “tavolo tecnico” che dovrebbe procedere, stavolta con criteri oggettivi e trasparenti, alla nuova graduazione. Da tale attività dovrà anche scaturire, non appena possibile, la rivalutazione della retribuzione di parte variabile e di risultato, considerato che, all’aumento delle responsabilità e della complessità degli uffici, i dirigenti, come il personale del comparto, percepiscono una retribuzione ormai ferma dal lontano 2009!
Roma, 04 novembre 2014
Il Responsabile Dirigenti Il Coordinatore Generale
Giorgio CHAMBEYRONT Andrea G. BORDINI
Allegati:
- comunicato
Le scriventi, dopo una lettura attenta dello schema di dPCM di cui all’art. 57 comma 21 Dlgs 235 2010, che definisce i limiti e le modalità di applicazione al suo Ministero e alle Agenzie fiscali delle disposizioni dei Titoli II e III del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, ritengono importante condividere le proprie riflessioni e osservazioni, prima dell’emanazione dell’atto finale.
Le previsioni contenute nello schema di dPCM, infatti, rivestono un’importanza cruciale per le professionalità presenti nel Suo Dicastero e nelle Agenzie e per la definizione di aspetti di rilevanza contrattuale con i sindacati, a cominciare dalla destinazione delle risorse per il salario accessorio.
Temi, questi, che si incrociano con l’efficacia dell’azione svolta a servizio dei cittadini e delle altre Amministrazioni dai dipendenti e che richiedono una riflessione congiunta sulla materia sull’opportunità di sospendere il sistema di regole di valutazione adottato in alcune delle Agenzie coinvolte dal decreto.
Le scriventi, pertanto, chiedono alla SV un incontro urgente per una discussione sui contenuti del summenzionato schema di decreto.
Certi della Sua attenzione, restiamo in attesa di un gradito riscontro.
Con i migliori saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Luciano Boldorini Paolo Bonomo Andrea Bordini - Sandro Colombi
ALLEGATI:
- Lettera unitaria
Il 28 ottobre u.s. si è svolta la riunione convocata dall’amministrazione con il seguente ordine del giorno:
- D.M. 75/2014: piano di riallocazione dipendenti RTS a seguito della soppressione degli uffici;
- D.M. dotazioni organiche;
- varie ed eventuali.
La riunione è stata aperta dall’Amministrazione in relazione al primo punto dell’ordine del giorno. Al riguardo è stato sottolineato che le agenzie fiscali hanno dato la loro disponibilità per la mobilità del personale che ne fa richiesta per un totale di 88 unità, di cui 48 agenzia delle entrate e 40 agenzia delle dogane/monopoli. Inoltre la stessa amministrazione ha comunicato la disponibilità di 18 posti presso le CC.TT. di cui 10 coperte da posizione di comando, con la possibilità di rivedere le piante organiche di quest’ultime per soddisfare le varie esigenze del personale.
Sarà prodotta una circolare con relativo modulo di domanda di mobilità, e la stessa dovrà essere riprodotta dal dipendente entro il 10 novembre p.v. con la possibilità di esprimere più opzioni.
Inoltre si sta valutando, nel caso in cui il personale dovesse optare per una RTS il rimborso, almeno per il 2015, delle spese di viaggio mezzi pubblici.
Nei vari interventi le scriventi OO.SS. hanno ribadito la loro contrarietà alla soppressione delle RTS vista la loro utilità sul territorio.
L’amministrazione a seguito delle nostre richieste a garanzia di tutto il personale, ha preso l’impegno di convocare le stesse a consuntivo dell’interpello di cui sopra (entro 7 gg.), per risolvere eventuali criticità riscontrate.
Sottolineiamo che attiveremo tutti gli strumenti per consentire ai lavoratori di vedere accolte le varie esigenze.
In relazione al secondo punto dell’ordine del giorno, l’amministrazione ha comunicato quanto segue:
Le nuove dotazioni organiche sono state ottenute applicando a quelle già previste dal D.M. 8/8/2012, i tagli di cui all’art. 23quinquies del D.L. 6/7/2012, n. 95, recepiti con il DPCM 25/10/2012. Tagli da cui sono state escluse, ex lege, le Commissioni tributarie.
La buona notizia, fornita dall’amministrazione, è stata l’assenza di esuberi in tutti i Dipartimenti.
In particolare, si è poi appreso che, per le Ragionerie territoriali dello Stato, le piante organiche sono state redatte su base regionale.
Esse sono scaturite dalla relazione redatta dal cd. “gruppo di lavoro” all’uopo costituito.
In merito a tale modus operandi, esprimiamo la nostra contrarietà, sia perché non è stato condiviso il modo di lavoro per dovuta informativa, sia perché, trattandosi di carichi di lavoro, la materia doveva essere oggetto di concertazione.
La mancata individuazione delle piante organiche locali peraltro, al contrario di quanto avvenuto per Commissioni tributarie, porterà, a nostro avviso, come conseguenza una serie di disagi.
In ultimo, ma non per importanza, abbiamo sollecitato l’amministrazione in merito alla chiusura della SSEF. A tal proposito l’amministrazione ha comunicato che ci sarà la possibilità per i 55 dipendenti di appartenenza degli uffici centrali della stessa di optare, in posizione di comando, presso la SNA. Per il restante personale presente sul territorio nazionale ed appartenente alle soppresse sezioni delle SSEF, sarà garantita la riallocazione degli stessi presso le corrispondenti CC.TT. e le relative RTS.
Roma, 28 ottobre 2014
FP CGIL CISL FP UILPA
Luciano BOLDORINI Paolo BONOMO Andrea G. BORDINI
Giorgio CHAMBEYRONT
ALLEGATI:
- Comunicato unitario
- Inopportuno
In vista della riunione del 28 ottobre tra Amministrazione centrale e Uffici OO.SS. avente ad oggetto la chiusura delle 10 sedi territoriali della RTS e considerato:
- la fase critica e delicata che le 20 RTS (tra accorpanti e accorpate) stanno vivendo;
- che alla chiusura mancano ormai tre mesi;
- che i Dirigenti di queste sedi, oltre al personale, sono senza informazioni e/o direttiva da parte dei Superiori Uffici;
abbiamo collezionato per l’Amministrazione una serie di interrogativi e domande che nelle RTS interessate il personale si pone ogni giorno.
Di seguito chiediamo all’Amministrazione:
- conferma certa della data di chiusura fissata al 1 febbraio 2015;
- come intende l’Amministrazione centrale provvedere affinché non aumenti il carico di lavoro del personale delle sedi accorpanti qualora i colleghi delle sedi soppresse dovessero fare scelta di transitare in altre amministrazioni, ciò anche in considerazione del fatto che molte sedi hanno già subito un notevole aumento del lavoro procapite a causa della chiusura delle DTEF e transito di parte del personale alla AAMS;
- come intende l’Amministrazione tutelare i dirigenti e il personale delle 20 sedi interessate alla chiusura, per evitare che la scelta unilaterale da parte dell'autorità politico/amministrativa non ricada sugli stessi;
- per una migliore e più economica organizzazione e gestione del passaggio dei beni mobili dalla sede accorpata a quella accorpante, è prioritario individuare, non oltre il 15 novembre, le unità di personale che hanno optato per il transito presso le RTS accorpanti;
- è necessario conoscere al più presto come avverrà la riorganizzazione a livello territoriale dei servizi svolti dalle R.T.S.;
- è necessario conoscere lo stato di predisposizione di eventuali circolari di chiusura contenenti disposizioni organizzative sulla logistica, al fine di definire gli interventi dei locali utili al fine dell’accorpamento;
- poiché per aderire quanto richiesto dall’amministrazione con la nota del 12/08/2014 prot. n 85131, si renderanno in molte sedi necessari interventi in attuazione al D.lg. 81/2008, è necessario sapere se ai fini della individuazione della data di spostamento del lavoro dalla sede accorpante a quella accorpata occorre attendere una determina unica dell’amministrazione centrale oppure ciascun direttore ha ampia autonomia nello stabilirla;
- occorre avere informazioni precise e direttive chiare su come rapportarsi verso gli utenti e gli uffici di altre amministrazioni in merito alla chiusura;
- occorre conoscere la data precisa in cui verrà smantellato in ogni sede accorpata il server, i PC e i telefoni;
- occorre sapere chi si dovrà occupare materialmente dello spostamento delle attrezzature informatiche;
- occorre avere certezza che l’assegnazione dei fondi necessari ad effettuare le operazioni di trasloco verrà disposta velocemente;
- bisogna concretizzare le rassicurazioni verbali dell'Amministrazione sulla mobilità del personale che intende optare per altre amministrazioni anche in soprannumero;
- in caso le domande dovessero superare la disponibilità dei posti per l'Amministrazione prescelta, tenuto della disponibilità nella stessa sede di altre Amministrazioni, quali saranno i criteri di preferenza;
- le comunicazioni di mobilità dovranno essere consegnate al personale entro e non oltre il 19 dicembre p.v.;
- verificare la possibilità di transito della posizione economica acquisita presso il Ministero;
- se gli incarichi di revisore dei conti assegnati ad alcuni dipendenti in servizio presso le sedi RTS in chiusura decadono con il trasferimento in altra amministrazione;
- è necessario stabilire un calendario di incontri;
Tutte queste sono domande, già rivolte all’Amministrazione come OO.SS. confederali e che pervengono dagli stessi lavoratori dirigenti e delle aree, devono avere delle risposte che saranno necessarie affinché sul territorio si possa vivere più serenamente un momento sicuramente non semplice per le famiglie che devono decidere del proprio futuro e per i dipendenti che dovranno affrontare nell’immediato le criticità lavorative.
In assenza di chiarimenti il personale interessato dirigenziale e non, ancora una volta, sarà costretto ad inventarsi nuove procedure per mantenere alta l'immagine di un'amministrazione centrale che forse non merita tanta professionalità.
Noi come UILPA-MEF continueremo a vigilare e a segnalare tutte le problematiche che si dovessero manifestare in questa delicata fase cercando nella distinzione delle posizioni a rappresentare le istanze di Tutti, lavoratori e dirigenti, perché dalla collaborazione tra tutti i dipendenti del MEF scaturisce la qualità del lavoro che viene riconosciuta alla nostra Amministrazione.
Roma, 24 ottobre 2014
Il Coordinatore Generale RSA DIRIGENTI
Andrea G. Bordini
Egregi, Vi comunichiamo che questa O.S. ha ricevuto numerose telefonate in merito all’argomento in oggetto, e sembrerebbe che, in base alle segnalazioni, non vi sia la dovuta trasparenza e chiarezza nell’applicazione della determina del Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze Prot. n. 15921 del 22 ottobre 2013, dove veniva stabilita la rotazione degli incarichi non dirigenziali di Direzione per le Commissioni Tributarie Provinciali.
Sottolineiamo, anche, che successivamente alla stessa direttiva è stata aperta la procedura di interpello della Direzione della Giustizia Tributaria prot. n. 6992 del 7 maggio 2014 ove venivano individuate le sedi oggetto di rotazione degli incarichi di Direzione.
A tal proposito ricordiamo che l’articolo 2 della determina di cui sopra, stabilisce i criteri da applicare nella valutazione “posto che la valutazione dei risultati delle attività svolte è una componente essenziale del conferimento dell’incarico di direzione…”.
Sempre in detto articolo viene precisato che “i criteri per la valutazione sono determinati nel rispetto dei principi di efficienza, trasparenza e oggettività, tenendo conto dei risultati conseguiti e delle competenze dimostrate nello svolgimento delle attività dell’ufficio di segreteria” e che la valutazione dei soggetti incaricati, così come enunciato dal Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze, “avverrà tenuto conto degli obiettivi raggiunti, della verifica infrannuale, dell’andamento delle prestazioni, della valutazione delle competenze organizzative e delle attitudini dimostrate nell’assolvimento dell’incarico.”
Alla luce di quanto sin qui descritto, questa O.S., chiede di conoscere:
Inoltre in considerazione dell’art. 3 della stessa determina in cui vengono richiamate le ipotesi di revoca dell’incarico di Direzione, la scrivente vuole sapere:
Tanto premesso è indiscutibile che la rimozione di un Direttore di figura non dirigenziale debba essere adeguatamente motivata e quindi laddove i criteri adottati non siano ricompresi da quelli esplicitati proprio nella Determina del Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze, sia da considerarsi come un vulnus giuridico che la scrivente intende portare in tutte le sedi appropriate.
Pertanto, laddove i criteri previsti dall’art. 2 e 3, non siano stati adeguatamente e completamente rispettati, si contestano le nuove nomine di Direzione e si esige la sospensione delle stesse che dovrebbero decorrere dal 22 ottobre p.v..
In attesa di ricevere ai sensi e per effetto della Legge 241/1990 risposta ai quesiti formulati si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.
Roma, 20 ottobre 2014
Il Coordinatore Generale Il Responsabile CC.TT.
Andrea G. Bordini Massimo Zanetti
Allegati:
- Lettera con indirizzi
Il 16 ottobre 2014 si è tenuta la riunione riguardante il D.M. di graduazione degli uffici dirigenziali di seconda fascia che hanno assunto le competenze degli uffici centrali soppressi. Ancora oggi non si sono capiti, sempre che esistano, i criteri utilizzati per l'assegnazione della fascia retributiva, e che comunque gli stessi, magari nascosti in qualche cassetto, non sono adeguati a descrivere le realtà lavorativa e le responsabilità connesse ad ogni singolo Ufficio. Se questo rimane il metodo di assegnazione sembrerebbe, di fatto, che non sia stata effettuata alcuna “pesatura” in relazione alla reale complessità degli uffici.
La mancata trasmissione delle proposte di graduazione predisposte dai Capi dipartimento (proposte richiamate nello schema di D.M. quale motivazione per relationem), impedisce qualsiasi verifica del rispetto dei criteri stabiliti dall’articolo 54, quarto comma, del CCNL sottoscritto il 21/04/2006 e cioè:
La UILPA-MEF respinge completamente il D.M. di graduazione presentato fino a quando non sarà data la dovuta informativa necessaria a dare maggiore trasparenza e chiarezza ai criteri ad esso assegnati.
Abbiamo anche segnalato quanto segue:
La proposta della UIL è che ci sia massima trasparenza nei criteri di assegnazione della graduazione, e che come avvenuto in uno dei Dipartimenti dello steso Dicastero e/o presso altre amministrazioni, scompaia, o sia ridotta a pochi casi oggettivi, la prima fascia e il personale dirigenziale sia graduato tra la seconda e la terza fascia tenendo conto del numero di persone gestite e delle attività svolte. In proposito bisogna anche prendere in considerazione che un categoria “D” in piccolo comune (circa 3.000 abitanti), percepisce un’indennità più alta rispetto alla prima fascia economica di un dirigente MEF. Non si può accettare una soluzione che denigri di fatto l’operato della dirigenza nel nostro Ministero.
La stessa Amministrazione ha sottolineato di non essere soddisfatta del DM presentato, assumendo l’impegno di rimodulare, nei prossimi mesi, la pesatura di tutti i 573 uffici, nella speranza che, questa volta, vengano istituiti tavoli tecnici precedenti all’emanazione al DM e che pertanto sia tenuto conto della proposta della nostra O.S. per migliorare la professionalità e l’immagine dei nostri dirigenti.
Vi terremo aggiornati.
Roma, 16 ottobre 2014
RSA DIRIGENTI Il Coordinatore Generale
BORDINI Andrea G.
P.S.: per le richieste della nostra O.S. presentate con lettera in data 15 ottobre c.m. è prevista la riunione nella settimana dal 27 al 31 ottobre p.v..
Allegati:
- Comunicato