Passaggi AREA III F1: richiesta incontro urgente
Richiesta del 16 gennaio 2012
IN PRIMO PIANO NEWS DALLA UILPA-MEF...

Richiesta del 16 gennaio 2012
Accordo del 13 gennaio 2012
Con provvedimento del Governo in data 25 marzo 2010, il D.L. n° 40, successivamente convertito in Legge 22 maggio 2010 n° 73, ha soppresso le Direzioni Territoriali dell’Economia e delle Finanze e riallocato i servizi presso le Ragionerie Territoriali dello Stato.
Tale provvedimento, ben lungi dal realizzare concretamente i principi di efficacia, efficienza ed economicità cui si deve ispirare l’azione della P.A. ed in aperto contrasto con il dettato costituzionale (art. 97 Cost.) secondo il quale la Pubblica Amministrazione deve assicurare buon andamento ed imparzialità della propria azione, ha, al contrario, affermato unicamente la volontà di un potere politico – amministrativo volto ad assicurare la supposta supremazia contrattuale di alcuni ambiti dell’alta burocrazia del Ministero dell’Economia e delle Finanze nei confronti di altri. È stato, conseguentemente, partorito l’ennesimo obbrobrio figlio della cattiva politica e della pessima burocrazia che ha annullato, con la soppressione delle ex Direzioni Provinciali del Tesoro, l’unica presenza del nostro Dicastero a livello provinciale direttamente fruibile ed accessibile, ad utenza, amministrati e collettività.
Tanto in considerazione della limitazione funzionale dei servizi delle ex Ragionerie Provinciali dello Stato per nulla investite di rapporti diretti con i destinatari dei propri servizi, se non in modo casuale ed episodico.
La citata soppressione degli Uffici Provinciali ha immediatamente messo in mostra tutte le problematiche connesse a tale adempimento evidenziando improvvisazione e disorganizzazione ad ogni livello sull’intero territorio nazionale, operazione fallimentare ancor più evidente e macroscopica laddove gli uffici preesistenti al provvedimento erano logisticamente ubicati in sedi diverse.
Milano, è, sotto quest’aspetto, lo specchio e l’esempio emblematico di questa assurda e miope volontà, una città di livello europeo e d’importanza planetaria nella quale la dirigenza dell’Ufficio dopo quasi un anno non è ancora riuscita a trovare un’unica sede alla Ragioneria Territoriale dello Stato, ma soprattutto nulla ha fatto per integrare e comporre il personale delle due precedenti e distinte realtà.
L’ ex Direzione del Tesoro di Milano, con sede in Via Zuretti 34 amministra e contabilizza le retribuzioni del personale statale di Milano, Monza e Brianza e delle rispettive provincie suddivisi, per un numero complessivo di amministrati di oltre 80.000 persone che lavorano alle dipendenze delle varie amministrazioni suddivise in 578 uffici di servizio, di cui 500 riguardanti le scuole e gli altri 78 dipendenti dei vari ministeri presenti sul territorio.
Amministra, inoltre, pensioni di guerra; antiriciclaggio; depositi definitivi e depositi provvisori; assistenza fiscale; commissione medica di verifica con competenza regionale; entrate tesoro; assicura il servizio contenzioso in relazione a procedure legali di varia natura; il servizio di sportello / front – office; gestisce un’importante rete telematica; e garantisce amministrati, utenza e servizi attraverso un capillare lavoro di protocollazione degli atti presso la sezione competente.
Nell’anno 2011 sono pervenuti alla Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano circa n° 300.000 atti, dei quali l’80% circa di competenza ai servizi della sede di Via Zuretti.
Questi servizi prevedono, tra l’altro, un confronto continuo con l’utenza al quale hanno sino ad oggi, sopperito e provveduto in maniera egregia l’impegno e la professionalità del personale di via Zuretti, che ha saputo garantire i servizi richiesti dagli amministrati, pur in assenza di dirigenti e dirigenza.
Alle pressanti richieste del Sindacato di una maggior presenza sia del Dirigente che della Dirigenza della Ragioneria, l’attuale Direttore ha sempre risposto, che i dirigenti presenti presso la sede di Via Tarchetti non avevano competenza contrattuale sui servizi delle ex Direzioni del Tesoro.
Abbiamo così assistito, da circa dieci mesi ad oggi, alla presenza ogni quindici giorni del Direttore dott. Guido Vitelli per affrontare, discutere e risolvere problemi quotidiani !!!
È quanto meno paradossale che l’unificazione di due uffici, sebbene prevista da un dettato normativo, non tenga conto della indispensabile presenza dirigenziale in assenza della quale l’accorpamento risulterebbe essere un mero esercizio algebrico che somma personale e servizi, ma concretizza un’operazione sostanzialmente nulla e, quindi, inefficace.
Si ha, invece, la sensazione tangibile che ciò che sgomenta la dirigenza della vecchia e nuova Ragioneria siano invece i compiti, i servizi, il confronto quotidiano con l’utenza, la disponibilità ad affrontare in modo flessibile e non standardizzato evenienze e problematiche causate dai bisogni reali di persone che, in qualità di amministrati, pongono questioni e chiedono soluzioni perché ogni atto che riguarda i servizi della ex Direzione del Tesoro, non è un solo un pezzo di carta, bensì presuppone persino l’esistenza di urgenze umane e sociali.
Nonostante questa assenza sostanziale della Dirigenza dell’Ufficio dal 1° marzo 2011 ed il sostanziale progressivo depauperamento di risorse umane a causa dei pensionamenti, del personale transitato in mobilità all’ Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e l’assenza totale di turn – over, che si protrae da circa vent’anni, il personale della sede di Via Zuretti ha tenuto alto il servizio e lo standard qualitativo che lo Stato offre ai cittadini.
Alla luce di quanto sin qui esposto, e nella considerazione che non è più procrastinabile la determinazione di criteri generali per l’organizzazione e la disciplina degli Uffici ed i criteri di massima riguardanti l’organizzazione del lavoro, che tenga conto della realtà odierna, si propone di modificare l’attuale assetto dell’Ufficio a partire dalla scala gerarchica delle responsabilità.
Indi a seguito dell’assemblea del personale tenutosi in data 11.01.2012, è stato chiesto al Sig. Dirigente dott. G. Vitelli, l’apertura di un tavolo per affrontare l’unificazione di fatto degli Uffici e l’organizzazione del lavoro.
La risposta del Dirigente è stata l’emanazione di un ordine di servizio, per spostare quattro persone e per dimostrare che qualcosa si muove.
Non possiamo continuare ad assistere ai continui lavori di solo facciata.
Pertanto, si chiede agli organi competenti di accertare eventuali danni erariali e disservizi provocati da questa Dirigenza, nonché l’assenza completa delle relazioni sindacali.
Roma, 12 gennaio 2012
Il Coordinatore Generale
BORDINI Andrea G.
Il Segretario nazionale
ROSSI Pio
Il Segretario Territoriale UILPA
BARBATO Nicola
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Capo Dipartimento DAG
Dott.ssa Giuseppina BAFFI
SEDE
Ministero dell’Economia e delle Finanze
Direttore Generale DCSP Dott.ssa Valeria VACCARO
SEDE
Ministero dell'Economia e delle Finanze
Direttore Generale DCPP
Dott.ssa Antonella MANNO
SEDE
Oggetto: richiesta informazioni per gli inquadramenti delle posizioni economiche.
Questa O.S. è venuta a conoscenza che, ancora oggi non è stata liquidata la somma per i dipendenti in graduatoria nell’ultima determina che ha previsto l’ampliamento dei posti delle posizioni economiche.
Chiediamo di avere urgente risposta qualora ci fossero problemi nell’operazione, e invitiamo l’amministrazione a provvedere il più velocemente possibile, comunicando a questa O.S. in che periodo i colleghi avranno accreditata la somma degli arretrati e pertanto il riconoscimento economico.
Rammentiamo ancora una volta che questa O.S. ha chiesto in più occasioni un accordo per ulteriori progressioni economiche utilizzando le risorse FUA 2011.
Distinti saluti.
Commissione
Roma, 09 gennaio 2012
Il Coordinatore Generale
BORDINI Andrea G.
Richiesta del 3 gennaio 2012
Ieri, 21 dicembre 2011, si è tenuta la riunione riguardante il sistema di valutazione, dal tavolo di confronto sono emerse molte criticità che l’Amministrazione forse non aveva valutato, e che le OO.SS. hanno messo bene in evidenza.
Alla fine del dibattito, che ha avuto mille sfaccettature, si è convenuto insieme all’Amministrazione che un sistema di valutazione imposto e non condiviso con le OO.SS. non poteva sussistere.
Pertanto è emerso, con impegno dell’Amministrazione che produrrà una circolare in merito, che il sistema di valutazione proseguirà anche per il 2012 la sua fase sperimentazione.
Nel frattempo saranno istituiti dei tavoli tecnici tra Amministrazione e OO.SS. per apportare inizialmente modifiche sostanziali, per arrivare a un sistema di valutazione che possa essere così chiamato tale.
Questa O.S. è abituata a lottare per i lavoratori, a prendere impegni da portare a termine, ma pretende altrettanto da parte dell’Amministrazione.
Più volte questa O.S. negli ultimi due anni aveva manifestato l’esigenza (trovando anche i finanziamenti dal comune di Roma) di avere un asilo nido all’interno di questa struttura, ma non era stato possibile per mancanza di spazzi aperti come previsto dalla normativa.
Una nota positiva emersa e gradita da questa O.S. è stata la presentazione e la visita dei locali che ospiteranno i figli dei dipendenti di questo Ministero, quindi il progetto di questa O.S., che grazie all’impegno dell’arrivo di nuovi responsabili dell’Amministrazione, forse più sensibili, è stato modificato e portato a termine, per rispondere al personale che ne aveva più volte fatto richiesta.
Un messaggio positivo di questa Amministrazione che forse finalmente incomincia a muoversi, anche se con piccoli passi, con più attenzione verso le esigenze dei lavoratori.
Roma, 21 dicembre 2011 Il Coordinatore Generale
(BORDINI Andrea G.)
Oggi, 20 dicembre 2011, si è svolta la riunione riguardante i criteri della distribuzione delle somme della legge n.350/2003 art. 3 comma 165, la cosiddetta “cartolarizzazione”.
Questa O.S., come già preannunciato in molti comunicati, non si è arresa davanti ad un’Amministrazione poco attenta alle esigenze del personale che oggi, più che mai, subisce attacchi da tutte le forze politiche.
La UILPA-MEF finché si troverà a combattere per i diritti dei lavoratori, utilizzerà tutte le risorse a sua disposizione per affrontare un sistema che danneggia l’immagine dei dipendenti di questo Ministero.
Nella riunione odierna si è parlato molto, ma solo da parte nostra si è citata l’unica frase che tutti avrebbero dovuto dire a gran voce e cioè:
PIU’ DIGNITA’ PER I LAVORATORI
Questa O.S. inizialmente ha chiesto accordi separati, sia per tutelare i colleghi del Dipartimento delle Finanze e sia per poter richiedere delle somme aggiuntive per il restante personale, precisando che solo con la volontà dell’Amministrazione questo sarebbe potuto avvenire.
L’Amministrazione, come spesso negli ultimi tempi accade, non ha accolto la nostra richiesta e solo dopo molte pressioni ha deciso di inserire nell’accordo un impegno concreto, cioè quello di andare a reperire ulteriori somme per il restante personale.
La UILPA-MEF si è impegnata, a sua volta, aggiungendo una nota all’accordo (che sarà parte integrante dello stesso), in cui si specifica che la firma avrà validità solo per la parte relativa ai criteri e alle somme di distribuzione del Dipartimento delle Finanze e che la stessa si potrà estendere a tutto l’accordo solo nel caso in cui si darà equità economica pro-capite a tutto il personale del MEF.
Non ci fidiamo più solo degli impegni, adesso vogliamo fatti e atti concreti.
La UILPA-MEF ha chiesto un’integrazione delle somme con un decreto aggiuntivo poiché, da documenti pervenuti a questa O.S., risultano aumenti di circa 28.000.000,00 di euro tra il 5 novembre e il 9 novembre u.s. per tutte le Amministrazioni tranne che per l’ex Ministero Economia e Finanze.
Per tutelare le fasce più deboli la dirigenza di I fascia si è fatta carico di una riduzione della propria percentuale; così facendo, di fatto, la quota pro-capite dei dirigenti di II fascia è stata mantenuta e pertanto la percentuale della dirigenza nel suo complesso risulta diminuita.
Ricordiamo infine che oggi, già come cittadini, ci rimettiamo mediamente circa 3.000,00 euro a nucleo familiare, a causa delle ultime manovre economiche; inoltre essendo diminuito il salario accessorio di circa 2.000,00 euro procapite, nei prossimi anni il potere d’acquisto medio di ogni dipendente di questo Ministero si ridurrà di circa il 18% di quello attuale.
Invito l’Amministrazione e le OO.SS. a deporre le armi ed ad aprire un serio confronto sul futuro di questo Ministero e soprattutto sul futuro di tutto il personale che oggi si vede profondamente umiliato.
Roma, 20 dicembre 2011 Il Coordinatore Generale
(BORDINI Andrea G.)
L'articolo 21 del decreto legge "salva Italia" prevede, tra l'altro, la soppressione dell'INPDAP, che viene inglobato nell'INPS. La norma prevede che i dipendenti dell'INPDAP transitino all'INPS, con inevitabili ripercussioni negative per il personale in soprannumero.
Da notare che al comma 5 la disposizione prevede che i posti dei dirigenti generali componenti del collegio sindacale dell'INPDAP, fuori ruolo istituzionali di MEF e Ministero del Lavoro, non vengano soppressi ma vadano ad incrementare le dotazioni organiche dei dirigenti di I fascia dei predetti Dicasteri, nell'ambito dei quali vanno a configurarsi come incarichi di consulenza, studio e ricerca. Quanto precede reitera una disposizione del D.L. n. 78/2010, che prevedeva analoga sorte per i posti di dirigente generale dei componenti del collegio sindacale del soppresso IPSEMA.
Risultato? Con le due disposizioni vengono in realtà incrementate le dotazioni organiche di MEF e Ministero del Lavoro di complessivi 10 posti di dirigente di I fascia, annullando di fatto gli interventi di razionalizzazione e di riduzione della spesa, già previsti dall'art. 1, comma 404, della legge n. 296/2006 e dell'art. 74 del D.L. n. 112/2008. Lo sanno i nostri politici che se questi posti venissero soppressi, come i collegi da cui provengono, si determinerebbe un risparmio di spesa pari all'ammontare complessivo dei trattamenti economici di ben 10 direttori generali? Come si concilia tale intento con l'obiettivo di riduzione della spesa e degli uffici dirigenziali previsti dalle disposizioni del 2006 e del 2008, cui hanno dovuto adeguarsi tutti i Ministeri?
MEF e Ministero del Lavoro si sono ridotti i posti e se ne sono riappropriati con due “normette” passate inosservate (e bollate dalla Ragioneria Generale dello Stato).
I risparmi di spesa che si sarebbero potuti conseguire con la soppressione dei posti dei collegi soppressi non avrebbero potuto contribuire agli obiettivi della manovra finanziaria attuale? Dove è il rigore? La cosa grave è che circa 600 dipendenti saranno messi in mobilità, mentre per i dirigenti di I fascia (un’altra casta) è stata trovata subito una soluzione. Come vedete cambiano i Governi ma la storia no, a pagare sono sempre gli stessi, cioè tutti quelli che per 1.000 euro al mese servono umilmente il proprio Paese.
Chiediamo a questo punto pari dignità anche per gli stessi lavoratori, incrementando le dotazioni organiche MEF ed inserendo gli stessi nel ruolo del Dicastero.
Roma, 21 dicembre 2011 Il Coordinatore Generale
(BORDINI Andrea G.)
Ancora una volta assistiamo ad un comportamento poco corretto di un’Amministrazione che ha pubblicato sull’intranet alcuni dati relativi al sistema di valutazione, ma prima della conclusione della procedura e prima di avere inviato i dati e di avere avuto un confronto serio con le OO.SS.
È un documento molto lungo ma che non dice nulla di sostanzioso e dove addirittura si legge che il sistema di valutazione attuale si basa sull’art. 22 del CCNL 2006/09.
Tanto per essere chiari e per ricordarlo a chi studia molto (ma forse si dimentica di leggere e/o fa finta di non capire), l’art.22 sopracitato recita:
VALUTAZIONE DELL’APPORTO INDIVIDUALE
(Art. 22 ccnl 2006/09)
1. La valutazione è una componente essenziale del rapporto di lavoro dei dipendenti ed è finalizzata a valorizzare le competenze e le capacità di sviluppo professionale degli stessi, nonché a verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati, nell’ambito delle relazioni sindacali.
2. I criteri per la valutazione di cui al comma 1, definiti secondo quanto previsto all’art. 4, comma 2 del CCNL del 16 febbraio 1999 devono, comunque, rispettare i seguenti principi:
- individuazione preventiva degli obiettivi da conseguire, delle prestazioni attese e dei relativi criteri di valutazione;
- verifiche periodiche, su iniziativa del dirigente, volte a valutare il conseguimento degli obiettivi, l’andamento delle prestazioni e gli eventuali scostamenti rispetto alle previsioni. Di tali verifiche potrà essere redatto, congiuntamente al dipendente interessato, un verbale sintetico;
- verifica finale con la motivazione della valutazione dei risultati conseguiti;
- oggettività delle metodologie, trasparenza e pubblicità dei criteri usati e dei risultati;
- partecipazione dei valutati al procedimento;
- contraddittorio in caso di valutazione non positiva, da realizzarsi in tempi certi e congrui, anche con l’assistenza di un rappresentante sindacale.
4. I criteri di valutazione sono comunicati ai dipendenti prima dell'inizio dei relativi periodi di riferimento.
Di tutto questo, cosa c’è nel famigerato documento? Poco o niente. Infatti, dov’è l’accordo del CCNI che prevede il sistema di valutazione? Dove sono i dati oggettivi? Nella fase di controversia, dove sono le OO.SS.?
Il documento ha menzionato alcune criticità che secondo chi l’ha redatto sono poco rilevanti ma che invece, secondo noi, sono di essenziale importanza affinché un sistema di valutazione possa funzionare e possa essere chiamato come tale. Infatti alcuni dirigenti (direi la maggior parte) non hanno incluso la partecipazione del dipendente né nell’assegnazione degli obiettivi e né nell’assegnazione della valutazione.
Ma la cosa ancora più grave è che in questo documento qualcuno si è “lodato da solo”, è salito sul podio e si è messo la medaglia. Ricordiamo che il Ministro Brunetta si è dimesso e si è portato dietro, con sé, la scatoletta dei premi.
Siamo in un momento storico molto difficile e chissà dove arriveremo con quest’Amministrazione poco attenta alla tutela del proprio personale, che da una parte sottopone i dipendenti ad una valutazione che a nostro avviso non considera il lavoro che ognuno svolge e dall’altra non provvede a ripristinare le somme della legge n.150/2003 art. 3 comma 165 la cosiddetta “cartolarizzazione”.
I colleghi stanno sopportando un carico troppo pesante sia come dipendenti pubblici e sia come cittadini, quasi si dovessero vergognare di dover dire che lavorano al MEF.
Diamo dignità a tutti i lavoratori di questo Ministero, rendiamoli di nuovo fieri di essere dipendenti pubblici.
Roma, 14 dicembre 2011
Il Coordinatore Generale
(BORDINI Andrea G.)