FIRMATO L’ACCORDO SULLA RETRIBUZIONE DI RISULTATO
Al termine di una riunione fiume svoltasi nella giornata di ieri, 13 ottobre, si è concluso il confronto tra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali sulla policy per il lavoro agile della dirigenza del MEF.
All’esito dell’incontro, la proposta dell’amministrazione è stata modificata nei seguenti, fondamentali punti: aumento delle giornate di lavoro in cui è possibile eseguire la prestazione in modalità agile e inclusione del criterio dell’età anagrafica tra quelli che danno diritto all’estensione delle giornate di lavoro agile.
In dettaglio, il numero di giornate è passato a 5 giorni mensili, estensibili a 7 per i dirigenti che si trovino nelle seguenti situazioni:
* residenza o dimora abituale in regione diversa o a più di 40 km dalla sede di servizio;
* figli fino a quattordici anni di età;
* figli in condizione di disabilità (art. 3, c. 3, legge 104/92) senza limiti di età;
* disabilità in situazione di gravità accertata (art. 4, c. 1, legge 104/92);
* malattie oncologiche, invalidanti o croniche, anche rare, che comportino invalidità superiore al 74 per cento;
* caregivers ai sensi dell’art. 1, c. 255, della legge 205/2017;
* situazione di disabilità psicofisica, anche transitoria, che renda disagevole il raggiungimento della sede di lavoro;
* età anagrafica pari o superiore a sessanta (60) anni.
Si tratta di un risultato che non soddisfa pienamente, ma che rappresenta un accettabile punto di caduta, alla luce della proposta iniziale dell’amministrazione.
Tale risultato è stato raggiunto da un lato grazie alla coesione di tutte le sigle sindacali, che unanimemente hanno spinto nella stessa direzione, dall’altro alla professionalità e al senso di responsabilità della delegazione di parte pubblica, che ha evitato che alcune posizioni pregiudiziali e prive di supporto fattuale trasformassero il confronto in scontro.
Dopo il confronto sul lavoro agile è stato altresì sottoscritto l’accordo contenente i criteri per l’erogazione della retribuzione di risultato relativa all’attività espletata nell’anno 2025.
L’importo, di cui l’amministrazione ha garantito l’erogazione entro la fine dell’anno, è leggermente inferiore a quello dell’anno precedente. Tale decremento è dovuto, sulla base dei chiarimenti forniti dalla delegazione di parte pubblica a tre fattori:* aumento del numero di dirigenti;
* rimodulazione della retribuzione di posizione di parte variabile sulla base delle previsioni del nuovo CCNL;
* diminuzione delle risorse affluite al fondo per incarichi aggiuntivi.
Negli ultimi anni, la UIL ha ripetutamente messo in guardia l’amministrazione sulla pericolosa deriva rappresentata dalla sottrazione degli incarichi alla dirigenza del MEF poi conferiti a personale esterno che, come noto, non versa i compensi al Fondo. Nonostante l’assenza di informazioni ufficiali, tale fenomeno sembra invece essersi ampliato; le uniche regole di fatto adottate sono andate nella direzione opposta a quella auspicata: si è posto un limite al conferimento d’incarichi al personale!
Abbiamo evidenziato come tali decisioni portino a un avvilimento delle professionalità interne al ministero e abbiamo chiesto all’amministrazione la quantificazione delle risorse che vengono sottratte alla retribuzione di risultato della dirigenza, affinché chi ha la responsabilità di scegliere, nel rispetto delle proprie legittime prerogative, possa farsi carico delle conseguenze economiche delle scelte effettuate.
Non è più accettabile che il MEF offra ormai retribuzioni inferiori a quelle di molti altri ministeri. Un’erosione, di cui l’amministrazione è consapevole, cominciata da anni, ma ormai divenuta insostenibile.
Su questo e su altri aspetti, come i criteri per il conferimento degli incarichi, continueremo a confrontarci con l’amministrazione.
Roma, 14 ottobre 2026
Il Coordinamento Dirigenti
