banner mef

  

I SOLDI DEI LAVORATORI MERITANO CHIAREZZA, NON SLOGAN

Quando si parla delle risorse dei lavoratori, crediamo che il primo dovere di un sindacato sia uno: informarli con chiarezza, correttezza e completezza.

In questi giorni è stata avanzata la proposta di trasformare, su base volontaria, una quota del Fondo Risorse Decentrate (FRD) in crediti welfare, evidenziando la possibilità di ottenere benefici esenti da tassazione. Nel comunicato si parla espressamente di conversione volontaria di una quota del FRD in fringe benefit. MEF - Più valore ai nostri soldi, zero tasse!

Il welfare può certamente rappresentare un’opportunità interessante. Ma prima di stabilire se sia realmente conveniente per ciascun lavoratore, riteniamo necessario conoscere tutte le condizioni, non soltanto il vantaggio fiscale immediato.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il welfare finanziato attraverso il FRD può beneficiare della non imponibilità prevista dall’art. 51 del TUIR, quando vengono rispettate le condizioni stabilite dalla normativa.

Ed è proprio per questo che vogliamo fare chiarezza.

COME FUNZIONEREBBE CONCRETAMENTE?

La prima domanda è fondamentale: ogni lavoratore potrà scegliere di destinare al welfare esclusivamente una quota delle risorse economiche che gli sarebbero altrimenti attribuite oppure verrà costituito un fondo comune, utilizzando risorse complessive del FRD, destinato poi a finanziare prestazioni fruite soltanto da una parte dei lavoratori?

È una differenza sostanziale che deve essere chiarita prima di qualsiasi decisione.

E ancora: per bollette, affitto, interessi sul mutuo e altre spese previste, il lavoratore dovrà anticipare il denaro e successivamente chiedere il rimborso?

Chi gestirà concretamente i crediti welfare e i buoni acquisto? Direttamente il MEF oppure una società o una piattaforma esterna?

E soprattutto: saremo realmente liberi di scegliere dove spendere? Oppure i crediti potranno essere utilizzati esclusivamente presso esercizi, società e fornitori convenzionati con il gestore del servizio?

Sono domande semplici, ma determinanti per comprendere quanto vale realmente un credito welfare nella vita quotidiana.

ATTENZIONE AI LIMITI

Quando parliamo specificamente dei fringe benefit soggetti alla relativa soglia, per il periodo 2025-2027 il limite di esenzione previsto dalla normativa è di 1.000 euro, elevato a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.

E c’è un aspetto che deve essere conosciuto bene: non si tratta di una franchigia.

Se viene superato il limite applicabile, non viene tassata soltanto la parte eccedente: l’intero valore dei fringe benefit interessati dalla soglia concorre alla formazione del reddito imponibile.

E I CONTRIBUTI E LA FUTURA PENSIONE?

Questa, per noi, è una domanda fondamentale.

Prima di trasformare una parte delle risorse del FRD in welfare vogliamo sapere esattamente quale impatto avrebbe questa scelta sulla contribuzione previdenziale del lavoratore.

Quale sarebbe il trattamento contributivo della stessa somma se venisse erogata come trattamento economico e quale, invece, se venisse destinata al welfare?

Quali sarebbero gli eventuali effetti previdenziali della scelta?

Prima di decidere vogliamo conoscere gli effetti fiscali, contributivi e previdenziali.

E I TEMPI DI PAGAMENTO?

L’eventuale introduzione di un sistema welfare richiederebbe necessariamente di definire criteri, beneficiari, importi, modalità di scelta e di utilizzo delle risorse, oltre alle conseguenti procedure amministrative e contabili.

Queste operazioni potrebbero comportare uno slittamento dei tempi di liquidazione e pagamento del restante FRD?

PRIMA L’INFORMAZIONE. POI LA SCELTA.

Perché parlare di “zero tasse” senza mettere sul tavolo tutti questi elementi significa fornire ai lavoratori un’informazione incompleta.

Sulle risorse dei lavoratori non si può fare slogan, dove conta chi promette di più senza aver prima verificato fino in fondo regole e conseguenze.

Perché le conseguenze di una scelta sbagliata non ricadono su chi scrive un comunicato: ricadono sui lavoratori.

Il ruolo del sindacato è studiare, verificare, contrattare e tutelare.

Questo significa avere rispetto per il futuro delle persone che rappresentiamo.

ESSERE UN SINDACATO SERIO NON È DA TUTTI.

Roma, 6 ottobre 2026

                                                         Il Coordinamento

Attachments:
File
 i soldi dei lavoratori meritano chiarezza non slogan.pdf