La settimana scorsa si rincorrevano le voci secondo cui sarebbe finalmente uscita la graduatoria per il coworking.
È trascorsa un’altra settimana e, ad oggi, del coworking nessuna traccia.
Ma ciò che riteniamo ancora più incomprensibile è l’assenza di qualsiasi comunicazione.
A questo punto potremmo quasi dare ufficialmente il via a:
“Alla ricerca del coworking perduto”.
Un po’ di ironia è forse necessario, perché diversamente ci sarebbe ben poco da sorridere.
Sono state impiegate risorse per informatizzare la procedura di presentazione delle domande, con l’obiettivo dichiarato di semplificare il processo e rendere più rapide le successive operazioni di pubblicazione.
Benissimo.
La parte relativa alle risorse impiegate possiamo ormai darla per acquisita: è certificata.
Quello su cui, invece, facciamo fatica a trovare riscontro è la tanto auspicata velocizzazione delle procedure.
Il personale continua ad aspettare.
E tutto tace.
Ma il punto non è soltanto il ritardo nella pubblicazione della graduatoria del coworking.
Il problema è che questo è un metodo che, purtroppo, riscontriamo anche in altre occasioni: informazioni che non arrivano, tempi che si dilatano e lavoratrici e lavoratori lasciati nell’incertezza anche su questioni che incidono direttamente sull’organizzazione della loro vita lavorativa e personale.
E questo non può diventare la normalità.
Il personale aspetta risposte.
E merita risposte.
Un’Amministrazione che si rispetti, e che vuole essere rispettata, deve innanzitutto dimostrare di avere la capacità di programmare, rispettare i tempi e, quando questo non è possibile, almeno informare tempestivamente il personale.
Non ci sembra di chiedere troppo.
Ci sembra, semplicemente, di chiedere rispetto, trasparenza e buona amministrazione.
E sotto questo profilo, francamente, la situazione sta diventando davvero imbarazzante.
Roma, 14 settembre 2026
Il Coordinamento
