Esiste un vecchio proverbio che recita: «A volte è meglio tacere e lasciare il dubbio di essere stupidi, piuttosto che aprire la bocca e darne la certezza.»
Purtroppo, alcune prese di posizione sembrano confermare questa riflessione.
Dalle numerose segnalazioni pervenute a questa O.S. risulterebbe che la RSU della CISL, la stessa che aveva promosso un sondaggio contro la RLS impegnata nella tutela dei lavoratori, abbia ricevuto esclusivamente comunicazioni di forte contestazione, sia per comportamenti che potrebbero risultare non conformi alla normativa vigente, sia sotto il profilo umano e relazionale.
Ricordiamo, inoltre, che una RSU non può assumere iniziative a nome dell’intero organismo senza il mandato della maggioranza dei suoi componenti. In assenza di tale mandato, ogni comunicazione rappresenta una posizione personale e non quella della RSU nel suo complesso.
Poiché i lavoratori sembrerebbero essersi già espressi con chiarezza, ci chiediamo quali iniziative siano state proposte alla restante RSU. È stata avanzata la proposta di richiesta al Direttore dell’informativa preventiva prevista dal CCNL? È stata proposta, nelle more, la sospensione del provvedimento? Ad oggi non ci risulta alcuna iniziativa in tal senso.
Viene spontaneo chiedersi se il sondaggio non abbia prodotto i risultati sperati e se, proprio per questo, non sia mai stato portato all’attenzione dell’intera RSU.
Al contrario, c’è chi ironicamente si aspetta l’ennesima raccolta di firme a sostegno del Direttore, come già avvenuto in altre sedi. Magari coinvolgendo anche personale in posizione di comando, che potrebbe sentirsi maggiormente esposto rispetto alla stabilizzazione o al rinnovo del comando. Su questo lasciamo ai lavoratori ogni libera valutazione.
Le comunicazioni ricevute descrivono inoltre un clima lavorativo fortemente deteriorato che, se confermato, meriterebbe un’attenta valutazione anche sotto il profilo dello stress lavoro-correlato e di possibili dinamiche di isolamento, pressione o mortificazione dei lavoratori.
Se davvero si ritiene che quanto abbiamo rappresentato sia privo di qualsiasi riscontro, si proceda pure nelle sedi ritenute opportune. Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo con serenità, nel rispetto dei fatti, delle norme e dei lavoratori, e sapremo difendere le nostre ragioni in ogni sede competente.
Ancora una volta chiediamo ai vertici un intervento immediato per ristabilire corrette relazioni sindacali, garantire il pieno rispetto delle procedure contrattuali e ricondurre il clima lavorativo a condizioni di serenità e reciproco rispetto.
Noi chiediamo risposte concrete alle questioni poste, non polemiche. I lavoratori hanno bisogno di tutela, non di chiacchiere.
Roma, 15 luglio 2026
Il Coordinamento
