Da troppo tempo ai lavoratori di questo Ministero viene ripetuta la stessa frase: “c’è chi sta peggio”.
Come se il confronto al ribasso dovesse bastare a cancellare problemi, sacrifici, carichi di lavoro sempre maggiori e aspettative continuamente rinviate.
Ma davvero dovremmo accontentarci?
Davvero dovremmo essere soddisfatti di essere considerati “i primi tra i meno peggio”?
Noi non vogliamo partecipare a questa classifica.
Perché i lavoratori del MEF non meritano il minimo indispensabile, non meritano di essere usati come parametro di confronto con realtà peggiori per giustificare ritardi, immobilismo o mancate risposte.
Meritano invece di stare nella classifica delle amministrazioni migliori:
migliori nei diritti, nelle prospettive di carriera, nelle retribuzioni, nell’organizzazione del lavoro, nella valorizzazione delle professionalità e nel rispetto delle persone.
Non si può continuare a chiedere responsabilità, produttività e risultati senza garantire riconoscimento, investimenti e condizioni adeguate.
Non si può pretendere motivazione quando troppo spesso si offre soltanto rassegnazione.
La nostra posizione è chiara: basta con la politica del “va bene così”.
Serve un cambio di passo vero, concreto e immediato.
Servono scelte coraggiose, risorse, valorizzazione del personale e una visione che rimetta finalmente al centro chi ogni giorno manda avanti questa amministrazione.
Noi continueremo a pretendere rispetto, dignità e prospettive reali per tutti i lavoratori.
Perché il futuro non si costruisce accontentandosi di stare meno peggio degli altri.
Si costruisce scegliendo di essere migliori.
Roma, 11 maggio 2026
Il Coordinamento
