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Legge 104: basta limitazioni illegittime. I diritti non si subordinano a pareri discrezionali

Negli ultimi giorni stanno emergendo situazioni che destano forte preoccupazione.

Il diritto previsto dalla Legge 104, in particolare per l’assistenza ai familiari, viene di fatto limitato da interpretazioni restrittive che nulla hanno a che vedere con la norma.

E questo accade proprio ora, quando più che mai servirebbero tutele concrete e certezze per i lavoratori più fragili.

Registriamo con fermezza che, in alcuni casi, per i trasferimenti legati all’assistenza ai sensi dell’art. 33 comma 3 della Legge 104, viene richiesto un parere del dirigente che di fatto diventa vincolante.

Non solo: tali richieste vengono respinte con motivazioni quali la concessione di strumenti come lo smart working o il coworking.

Questa impostazione è profondamente sbagliata.

Il diritto all’assistenza non può essere sostituito né compensato da modalità organizzative alternative.

Smart working e coworking sono strumenti utili, ma non possono in alcun modo limitare o comprimere un diritto riconosciuto dalla legge.

Siamo di fronte a passaggi gravi, che rischiano di compromettere la tutela delle persone più fragili e di lasciare i lavoratori soli di fronte a esigenze familiari complesse e delicate.

È una deriva che non possiamo accettare.

Chiediamo con forza un immediato chiarimento e il pieno rispetto della normativa vigente, senza interpretazioni restrittive o discrezionali.

I diritti non si negoziano e non si subordinano a valutazioni organizzative.

La tutela dei più fragili è un dovere, non un’opzione.

Roma, 30 marzo 2026

                                               Il Coordinamento

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