Essere donna oggi significa sempre più portare sulle proprie spalle molto più di quanto spesso si voglia ammettere. Significa lavorare, costruire, dare valore ogni giorno, ma anche prendersi cura della famiglia, dei figli, e troppo spesso anche dei genitori anziani o malati, e il più delle volte, questo peso ricade sulle donne.
E allora capita di voler fare e dare di più, anche dal punto di vista professionale ed economico, ma di dover fare i conti con una realtà fatta di impegni che non finiscono mai. Rinunciare allo straordinario, rimandare un concorso, lasciare da parte un incarico. E, in tutto questo, non trovare mai tempo per sé.
Nascono così momenti di sconforto. Perché la donna è forte, sì, ma proprio per questo sente il bisogno — e a volte il dovere — di riuscire a fare tutto. E quando non accade si può arrivare persino a sentirsi inadeguata.
Anche quando accanto c’è una persona presente e disponibile.
La donna, per sua natura, continua a sentirsi custode della famiglia. Vuole esserci, sempre, in prima persona. Ed è proprio qui che dobbiamo intervenire.
Quali strumenti mettiamo in campo per sostenerla davvero, anche nel mondo del lavoro?
Pensiamo a quante situazioni ancora non sono disciplinate dalla normativa vigente. In molti Paesi europei si sono iniziate ad affrontare varie tematiche cercando di intervenire con misure dedicate. Ad esempio, occorre sensibilizzare l’attenzione su chi soffre di dolori mestruali invalidanti e si vede costretta a ricorrere alla malattia ordinaria.
Perché non intervenire anche nel nostro Paese? Il percorso è certamente complesso, lo sappiamo. In passato si è cercato di intervenire con disegni legislativi… ma ora è tutto fermo. Ed è proprio per questo che non possiamo fermarci.
Serve creare condizioni che permettano alle donne di restare pienamente attive nel mondo del lavoro, senza dover scegliere tra carriera e famiglia. Servono servizi sociali più forti: asili nido accessibili, assistenza domiciliare per gli anziani, strumenti concreti che alleggeriscano il carico quotidiano.
Serve pari dignità.
Occorre eliminare quegli ostacoli che rendono necessarie queste misure, costruendo un sistema che permetta a ogni donna di scegliere liberamente il proprio percorso lavorativo.
Lo Stato e/o l’Amministrazione devono fare la propria parte.
La donna non è solo forza lavoro.
È equilibrio, è responsabilità, è cura.
Pari dignità. Pari rispetto. Sempre.
Roma, 26 MARZO 2026
Il Coordinamento
