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RINNOVO CCNL

COMUNICATE DALL’ARAN LE SOMME A DISPOSIZIONE DELLA CONTRATTAZIONE. DA GENNAIO SI ENTRA NEL VIVO DELLE DECISIONI L’aumento medio a regime è pari a 167 euro mensili.
Si è tenuta stamani presso l’ARAN la seconda riunione per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027. La sessione contrattuale è stata interamente dedicata alla comunicazione da parte dell’ARAN dei fondi disponibili per la contrattazione, propedeutica alla trattativa sulla destinazione delle somme stanziate.
L’operazione di quantificazione dei fondi non è semplice poiché il nostro comparto è naturalmente composito, visto che include ben tre ex-comparti di contrattazione (Ministeri, Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non economici) con storie e dinamiche stipendiali, simili ma non certo uguali, caratterizzate da masse salariali distinte e non sempre omogenee.
Ragion per cui, al momento, il calcolo dei fondi disponibili è necessariamente riferito all’intero comparto di contrattazione.
I fondi stanziati dall’articolo 1, comma 128, della legge di bilancio per il 2025 sono riferibili ai soli settori dei Ministeri e delle Agenzie fiscali poiché gli enti pubblici non economici hanno degli stanziamenti appositi previsti per gli enti non statali.
Al momento le somme sulle quali possiamo contare per gli enti statali sono pari a:

  • 1775 milioni di euro per l’anno 2025, pari ad un aumento medio dell’1,89%;
  • 3550 milioni per l’anno 2026, che si traducono in un aumento medio del 3,6%;
  • 5550 milioni di euro per il 2027 che portano ad un aumento a regime alla fine del triennio pari al 5,4%.

Analoga percentuale è prevista a carico degli enti non statali per lavoratrici e lavoratori che insistono sul Comparto delle Funzioni Centrali.
In base a quanto comunicato con estrema puntualità dalla delegazione ARAN, l’aumento medio pro-capite per ciascun anno del triennio è pari a:

  • 55 euro per l’anno 2025;
  • 110 euro per il 2026;
  • 167 euro a regime nel 2027.

All’aumento per l’anno in corso va ovviamente sottratta l’indennità di vacanza contrattuale (IVC), già erogata, che per l’anno 2025 è pari allo 0,6 per cento dello stipendio dal 1° aprile 2025 e dell’1 per cento a partire dal 1° luglio 2025 per un totale di circa 14 euro medi pro capite.
Come già sottolineato in precedenza, il prosieguo del negoziato dovrà determinare l’allocazione puntuale delle somme stanziate. La trattativa è stata aggiornata al prossimo 20 gennaio.
Già da oggi, però, è possibile fare qualche considerazione: la prima è che senza il forte pressing della UILPA nell’ultimo anno non si sarebbe arrivati a parlare, già nel 2025, dei soldi destinati, nel giro dei prossimi mesi, ad aumentare le buste paga di lavoratrici e lavoratori del comparto.
La seconda è che, purtroppo, ciò che si è perso nel rinnovo contrattuale del triennio 2022-2024(il 10 per cento del potere d’acquisto) non si potrà recuperare con questo rinnovo, nonostante le mirabolanti promesse e i proclami, sia governativi che sindacali, delle parti che firmarono a novembre 2024 la preintesa e a gennaio 2025 il rinnovo definitivo. La novità è che, almeno, per il triennio in corso di contrattazione si torna ad aumenti in linea sia con l’inflazione reale del 2025 che con quella programmata per gli anni 2026 e 2027.
L’ultima considerazione, ma non per importanza, è che adesso va costruito un contratto che dia risposte reali e tangibili dal punto di vista economico, ma che rimetta anche al centro la dignità delle persone attraverso una maggiore valorizzazione del personale nonché un rafforzamento deciso sia della partecipazione di lavoratrici e lavoratori alla vita degli uffici che degli istituti di conciliazione vita-lavoro.
La UILPA è già impegnata nelle proposte di revisione del CCNL da presentare alla ripresa delle trattative.

Roma, 18 dicembre 2025

La Segreteria Nazionale UILPA

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