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NEW POLICY – LAVORO AGILE

Già prima della sua pubblicazione ufficiale, la nuova policy sul lavoro agile sta mostrando i suoi “effetti positivi” concreti, esattamente come dichiarato dall’Amministrazione e dalle Organizzazioni Sindacali che l’hanno accettata.

In molte sedi, infatti, a causa dei ritardi nella proroga dell’attuale policy e dell’incertezza sulla nuova disciplina, la programmazione del lavoro agile è stata bloccata, lasciando i lavoratori senza alcuna possibilità di pianificazione.

In altre sedi, anche nel caso in cui la nuova policy dovesse essere emanata nei prossimi giorni, la prima settimana risulterà comunque compromessa, con la concreta possibilità che eventuali recuperi vengano concessi solo se e nella misura in cui la nuova policy lo consentirà.

In altre realtà, ancora più grave, dal 1° gennaio 2026 sono state inviate comunicazioni ai dipendenti dichiarati fragili, nelle quali si afferma che, per esigenze organizzative, dovranno rientrare in presenza senza alcuna giornata di lavoro agile, cancellando di fatto tutele che fino a oggi erano state riconosciute.

A questo si aggiunge un quadro generale che impedirà persino ai dirigenti più aperti e lungimiranti di concedere il lavoro agile come avveniva in precedenza. I nuovi paletti e vincoli imposti determineranno limitazioni significative, anche a causa del blocco di almeno metà dei rientri in presenza programmabili.

Il risultato è evidente: non sarà più come prima.

La nuova policy sul lavoro agile rischia così di trasformarsi in una vera e propria lotteria, degna del famoso “Io speriamo che me la cavo”, dove tutto dipende dalla fortuna di incontrare il dirigente “benevolo”, anziché da regole chiare, certe e uguali per tutti.

In questo scenario, i lavoratori si trovano sempre più sotto ricatto. Un’amarezza profonda, che racconta molto della direzione intrapresa da questa amministrazione.

Questa è la realtà della nuova amministrazione: meno diritti, più rigidità, più sottomissione.

E ancora più grave è il ruolo di chi ha avallato e legittimato questa deriva.

Per questo, iscriversi alla UIL vuol dire scegliere un sindacato che rivendica davvero il rispetto e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, senza accettare arretramenti né compromessi al ribasso.

I diritti non si concedono, si conquistano.

E nessuno ha il diritto di sottrarceli.

Unisciti a noi.

Conquistiamo insieme ciò che ci spetta.

Roma, 17 dicembre 2025

                                               Il Coordinamento

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