Cresce, giorno dopo giorno, il malessere dei lavoratori del MEF.
Un disagio profondo che tocca ogni aspetto della vita lavorativa: economico, professionale e umano.
La formazione obbligatoria di 40 ore imposta dalla direttiva Zangrillo, come obiettivo per i dirigenti, che è più un adempimento formale che un vero strumento di crescita rappresentano solo la punta di un iceberg fatto di frustrazione, demotivazione e mancanza di ascolto.
Formazione che dovrebbe valorizzare le persone e invece si riduce a un percorso sterile, lontano dalle reali esigenze dei lavoratori e delle amministrazioni.
È arrivato il momento di rimettere i lavoratori al centro, di restituire dignità, valore e prospettiva a chi ogni giorno tiene in piedi la macchina dello Stato.
Quando la UIL era ai tavoli, c’era la voce dei lavoratori: chiara, libera, coerente.
Oggi quella voce manca, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: scelte calate dall’alto, disorganizzazione, assenza di visione.
La UIL è e resta il primo sindacato per rappresentatività, e continuerà a battersi perché nessuno resti indietro, perché ogni lavoratore del MEF torni a contare davvero.
È tempo di reagire.
Di dire basta all’indifferenza e alla rassegnazione.
Di ridare forza, dignità e futuro a chi lavora.
Roma, 30 ottobre 2025
Il Coordinamento
